Mondo: 7 miliardi di persone tra qualche giorno. La Terra riuscirà a sostenere tutti?

Il 31 ottobre ormai è alle porte, e sta per verificarsi quanto annunciato qualche mese fa dal rapporto biennale dei francesi dell'INED (l'Istituto Nazionale degli Studi Demografici): il mondo raggiungerà 7 miliardi d'individui. Non è assolutamente un dato campato in aria, ma un campanello di allarme, una nuova sfida per i governanti del mondo per una popolazione che in soli dodici anni è  passata da 6 a 7 miliardi.

E alla fine del XXI secolo si prevede un'ulteriore aumento, toccando i 9-10 miliardi. Tuttavia la storia riporta alti e bassi, la crescita demografica è passata da 2% a 1,1% negli ultimi 50 anni, per un calo della fecondità delle donne: passate da una media di 5 figli a 2,5 figli per donna. In Italia si è a 1,4 contro i 7 figli per donna del Niger. La fecondità elevata (più di 4 figli) si ha nell'Africa Subsahriana, in una parte della Penisola araba, e nelle regioni che vanno dall'Afghanistan fino al nord dell'India passando per il Pakistan. L'Italia, invece, ha un taso naturale di crescita demografica del 0,1%: più vicino al minimo mondiale della Bulgaria (0,5%) che al massimo del Niger (3,4%).

UN PO' DI STATISTICHE – La Cina è attualmente il paese più popoloso del mondo, con 1,3 miliardi di abitanti (impressionante Macao con una media di 21.423 abitanti per chilometro quadrato, opposto alla Mongolia e Russia con 3 abitanti per chilometro quadrato), ma nei prossimi 10 anni sarà superato dall'India (quasi 1.2 miliardi) che ha un tasso di fecondità delle donne più elevato. E in questa scalata verso l'alto l'Italia è in discesa: per il momento è 23^ nella lista, con quasi 61 milioni di abitanti, e scenderà alla posizione numero 30 nei prossimi 4 decenni.

Al Giappone, invece, toccherà l'aspettativa di vita più elevata (83 anni, la media mondiale è di 70), poi Svizzera (82 anni) e Italia (81 anni, stavolta messi meglio ndr).

Quindi se 2+2 fa quattro, con ogni probabilità il settemiliardesimo abitante della Terra vedrà la luce nell'area asiatica che si affaccia sull'Oceano Pacifico. E in occasione del raggiungimento dei 7 miliardi di persone, l'ONU ha creato un sito apposito con l'obiettivo di ricordare a tutti cosa significa raggiungere numeri come questi in un pianeta che versa in una grave crisi ambientale, economica e sociale, e dove persistono diseguaglianze abnormi. Unire 7 miliardi di azioni per mobilitare tutti intorno a sette punti chiave: la povertà e l'ineguaglianza, l'empowerment femminile, i giovani e il loro futuro, la salute, i diritti, l'ambiente, la vecchiaia e l'urbanizzazione. 

Tutto questo non è solo un dato, ma una realtà che spaventa soprattutto gli studiosi alla luce del fatto che le risorse del pianeta non sono sufficienti per tutti. Nell'ultimo decennio abbiamo consumato più di quanto prodotto mettendo a dura prova le riserve alimentari di cui disponiamo. E a completare il quadro di una situazione già esasperata e tragica saranno gli aumenti del prezzo di prodotti alimentari, come le emergenze climatiche e l'instabilità politica. La Banca Mondiale aveva già effettuato le sue stime, infatti l'elevato costo del cibo, negli ultimi mesi del 2010, aveva ridotto 44 milioni di persone in più alla povertà. Si aggiungono poi i dati dell'OCSE-FAO che non sono certo rincuoranti: nel prossimo decennio i prezzi dei cereali e quelli della carne aumenteranno in media del 20% e del 30%.

Tanti numeri, quantificazioni e calcoli che sembrano indurci ad un unico imperativo: ridurre la popolazione. Ma ovviamente non funziona così, bisognerà raggiungere un equilibrio il che è difficile visto l'egoismo che contraddistingue la razza umana. Quindi il problema non è certo solo le risorse che scarseggiano e se tutto questo sta accadendo dovremo chiederci il perché!?

fonte dati: ilfattoquotidiano.it