In Campania non solo storie di ‘rifiuti‘, stavolta punta al fotovoltaico e all’energia solare per rispettare l’ambiente e soddisfare un fabbisogno primario come quello energetico. Tale argomento è stato esposto durante il convegno ‘Campania Solare‘, avvenuto nell’università Parthenope di Napoli, organizzato dal comitato promotore della legge regionale d’iniziativa popolare per la diffusione dell’energia solare sul territorio campano. All’incontro ha partecipato anche il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris: “Nel 2012 molte scuole della nostra città saranno coperte da energia solare e anche i progetti che stiamo facendo sull’illuminazione della città vanno in questa direzione. Solare significa ambiente pèulito e risparmio di costi“.

L’esposto circa la legge popolare è stato un successo, ottenendo infatti 20mila firme in 50 comuni. Il presentatore della legge Antonio D’acunto e Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania spiegano quanto interesse è stato rivolto verso le energie rinnovabili: “Quella del Sole è un’energia pulita a costo zero, eterna, che la Natura ha donato all’Umanità: è la fonte della vita ed è possibile annullare le fonti fossili come il carbone e il petrolio. E’ assurdo pensare che debba arrivare energia dalla Russia e dall’Africa; l’abbiamo qui ed è del tutto possibile“.

La legge ora passa nelle mani del Consiglio comunale, ma il terrore incombe come nell’indole del partenopeo ‘scottato‘ dall’esperienza della malavita. Al diffondersi di tale notizia, nei vari blog di settore, spuntano i primi commenti tramite i social network. E’ sì un passo avanti per una regione che sembra voler mettere la testa a posto diventando così intelligente e puntando su strategie di successo, ma è pur vero che si spalanca la strada ad un mercato economico fruttifero. Per questo motivo non sono stati risparmiati commenti del tipo: ‘soldi freschi per i mafiosi […]‘ o ancora ‘tutto sotto la giurisdizione della mafia […]‘. Insomma le solite espressioni quando si parla del Sud. Purtroppo la mafia si trova dappertutto in Italia. Non solo nelle regioni meridionali e nei clan organizzati, ma anche ai vertici di chi indossa guanti bianchi. Possiamo solo sperare che questa volta ci sia un mercato autentico e controllato per un’iniziativa che sembra voler dare un polmone nuovo al pensare e all’agire partenopeo.

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