Da diverso tempo, la medicina ufficiale ha calato una cortina di silenzio sul “metodo Di Bella per la cura del cancro, eppure, nel nostro paese sono migliaia i malati che ancora si rivolgono alle strutture che praticano questo metodo.

Le ragioni di quest’ assurdo boicottaggio sono tante, e forse quella più credibile si riferisce all’ostilità dei colossi farmaceutici detentori delle licenze dei farmaci somministrati con i chemioterapici. Eppure qualcosa si muove, com’è confermato da una quotidiana rubrica edita da “Il Giornale”, che segue costantemente pareri pro e contro il metodo Di Bella.
In questi giorni, il quotidiano parla di una ricerca dell’università di Firenze, pubblicata su European Journal of Pharmacology. Lo studio parla degli effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e morte delle cellule di cancro al seno: la prova è che l’insieme di queste sostanze arresti il tumore. La ricerca è molto ampia, ma una cosa è certa, i principi attivi adoperati insieme fanno parte del metodo Di bella, la discussa terapia messa a punto dallo scienziato siciliano, da sempre boicottata e che nel 1998 fu sperimentata e giudicata inefficace dalle commissioni incaricate.

Occorre evidenziare che l’azione del metodo Di bella è più complessa, ma stranamente il laboratorio dell’università di Firenze non ha citato lo scienziato siciliano. La ricerca in vitro conferma che l’azione sinergica delle tre sostanze ha mostrato una riduzione della proliferazione del cancro al seno.
La comunità scientifica sembra voler approfondire questi risultati effettuati in laboratorio, ma non ha mai considerato la pubblicazione di Di Bella su 122 casi di tumore mammario regrediti. Una cosa è certa, come confermano gli studiosi, Di Bella è stato il primo a capire che per frenare il tumore è più efficace la terapia biologica a fronte di quella chemioterapica. Ora si aspettano aperture da parte della comunità scientifica nazionale, poiché stando alle notizie filtrate, le tre molecole sarebbero efficaci anche nei casi di tumori al colon.

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