Gli insetti preistorici erano giganteschi

Gli insetti preistorici erano giganteschi, alcuni arrivavano a misurare 20 cm circa di lunghezza, mentre altri, come le libellule, avevano aperture alari che raggiungevano anche  i 70 cm.
Questa è la scoperta, annunciata sulla rivista dell’Accademia di Scienze Americane, di due ricercatori americani, il professore di scienze planetarie e della Terra Matthew Clapham, e dallo studente laureato Jered Karr, dell’Università della California di Santa Cruz.
I ricercatori hanno messo a punto una banca dati che comprende oltre 10.500 insetti fossili e che copre circa 320 milioni di anni e studiando l’ala fossile di un esemplare di Stephanotypus schneideri, insetto risalente a 300 milioni di anni, gli esperti americani hanno scoperto che in quel periodo questi invertebrati raggiunsero la massima taglia, 19,5 centimetri (quasi otto pollici) di lunghezza, ipotizzando che le enormi dimensioni degli insetti preistorici furono favorite dall’aumento dei livelli di ossigeno atmosferico, disponibile fino al 30%.

Quando verso la fine del Giurassico e all’inizio del Cretaceo, circa 150 milioni di anni fa, sulla Terra comparvero gli uccelli e l’ossigeno nell’atmosfera dimunuì, conseguentemente la necessità di muoversi facilmente è diventata una forza trainante nell’evoluzione degli insetti volanti, favorendo quindi la riduzione delle dimensioni del loro corpo.