Pdl: retromarcia di Berlusconi, ma le sue dichiarazioni fanno rumore!

Continuano a tenere banco le dichiarazioni rilasciate ieri da Berlusconi al giornale tedesco “Bild“: “il Pdl tornerà a breve al nome del vecchio partito: Forza Italia”.

Oggi,  attraverso una nota, arriva la retromarcia del cavaliere: “nell’ intervista apparsa sul giornale “Bild” l’idea del cambio di nome da Popolo della Libertà a Forza Italia è stata equivocata trattandoci come è logico ed evidente, non già di un’idea, di una proposta, da discutere e da verificare nelle sedi opportune”.

L’intervista “tedesca”, benché ridimensionata dalla nota odierna ha suscitato reazioni nel mondo del centro-destra italiano.

Il Segretario del PdL Alfano ha detto:Il Partito della Libertà è un progetti nato da una straordinaria intuizione che ha consentito di raccogliere i voti di milioni di italiani. A quel progetto siamo affezionati, non è un problema di nomi, ma di sostanza sulla quale dovranno pronunziarsi i più alti organismi previsti nello statuto del PdL”.

L’ex An La Russa: “se si pensa che sia salvifico un salto all’indietro al ’94, quando FI prese il 21% dei voti e An il 13% si sbaglia. Il ritorno di FI l’ho letto sul giornale, non ho commenti da fare. Un partito non cambia il nome con un annuncio a un giornale tedesco”. L’ex colonnello del partito nato dalle ceneri del Msi, dopo la svolta di Fiuggi ha continuato: “escludo che l’attuale composizione del PdL possa accettare di fare un salto all’indietro al  ’94, col miraggio di un partito liberale di massa che non è mai riuscito a realizzare”. L’ex ministro della Difesa ha quindi concluso: “non va interrotto il progetto iniziato da Alfano che deve dare al PdL un orizzonte più lontano, nel solco di alternativa alla sinistra”.

Sulla vicenda interviene anche il capogruppo PdL alla Camera, Cicchitto: “leggiamo esternazioni di chi si augura rotture rispetto all’attuale configurazione politica del PdL. Francamente ci sembrano follie. Questo è il momento dell’unità, al di là del dibattito sulle sigle che francamente non ci appassiona“. Il politico romano, classe 1940 ha concluso: “sarebbe proprio paradossale che nel momento nel quale stiamo scegliendo di ricandidare Berlusconi, il centrodestra si divida addirittura in più formazioni politiche”.

Posizione più netta, invece, per Giorgia Meloni, l’ex minitro della Gioventù nel quarto governo Berlusconi, affida a Twitter il suo pensiero: “Io in Forza Italia non ci vado. Alleati si, sottomessi mai!”.