NATURE, USA: la chemioterapia fa crescere il cancro

La prevenzione e la cura del cancro non è mai troppa, e ben vengano nuovi studi e metodi che ridiano speranza a migliaia di malati, ma si resta sconcertati di fronte ad alcune notizie. Le brutte notizie per i malati di cancro sottoposti a chemio sono riportate dalla rivista “Nature”, in cui si afferma che questo tipo di terapia fa crescere il tumore. Secondo uno studio di alcuni scienziati statunitensi, riportato dal quotidiano Libero, si è scoperto che la riduzione del danno nelle cellule benigne, contribuisce direttamente all’aumento di quelle maligne. In pratica, molte patologie oncologiche rispondono bene alle prime chemio, per poi ritrovarsi con un tumore che ricrescere rapidamente, e che sviluppa una resistenza maggiore a successivi trattamenti chemioterapici.

Per gli studiosi americani, la chemioterapia (terapia anti tumorale usata da decenni) potrebbe stimolare, nelle cellule sane, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende ‘immune’ il tumore a ulteriori trattamenti. Si tratta di una scoperta inattesa, venuta fuori da uno studio sulle cellule del cancro alla prostata, poiché non si spiega come queste ultime siano così difficili da eliminare nel corpo umano, mentre sono facili da uccidere in laboratorio. La ricerca ha scoperto danni nel Dna delle cellule sane intorno all’area colpita dal cancro, mentre quelle malate producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.

Dalla lettura della rivista Nature si capisce che la scoperta dell’aumento della WNT16B che interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, e resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali era del tutto inattesa. Gli scienziati americani temono che il danno nelle cellule benigne possa contribuire a rafforzare la crescita cinetica del tumore, e una simile conferma si è trovata in uno studio relativo ai tumori alle ovaie e al seno.
In attesa di nuovi studi e ricerche, è stato ipotizzato l’utilizzo di un anticorpo alla WNT16B, assunto durante la chemio per migliorare la risposta, in modo da uccidere più cellule tumorali. Sono solo ipotesi, e la strada da seguire è ancora lunga.