Il prossimo martedì, 27 novembre, uscirà il nuovo album di Francesco Guccini. L’ultima Thule prende il nome da un’isola leggendaria, della quale esistono storie mitologiche fin da prima della nascita di Cristo, tramandate da filosofi come Virgilio e Seneca; è “l’ultima terra conosciuta” che vuole quindi rappresentare l’inizio di un mondo nuovo, un superamento dei limiti e del conosciuto. Il nuovo album segna il ritorno alla vita pubblica di Francesco Guccini a seguito di un periodo di isolamento sull’Appennino di Castelluccio di Porretta Terme; arriva dopo ben nove anni di pausa, dopo Ritratti del 2004: la trepidazione dei fans è ovviamente alle stelle per il diciassettesimo lavoro di una carriera iniziata nel 1967. A partire dalla fine di ottobre è comparso un video su youtube che ha anticipato il suo ritorno sulle scene e soprattutto in cui  ha annunciato: “Non si può continuare a fare il cantautore per tutta la vita, ormai siamo agli sgoccioli, scrivere invece si può ancora. Quindi faro’ questo disco e poi chissà. So che il prossimo probabilmente sarà il mio ultimo lavoro; vanno tutti in pensione, vuoi che non ci vada anch’io?”

In controtendenza rispetto ai vari Zucchero, Ligabue, Vasco Rossi, che cercano tecnici internazionali, Guccini ha scelto di registrare il suo nuovo lavoro a Mulino di Chicon a Pavana, paese in provincia di Pistoia dove è cresciuto: ancora sentimenti nostalgici per il cantautore modenese, un viaggio di ritorno introspettivo e riflessivo alle origini per ripercorrere insieme ai suoi ascoltatori la storia della sua carriera artistica, con un occhio sempre vigile sulla storia italiana e sulla satira sociale. Ad accompagnarlo saranno i suoi musicisti storici Juan Carlos Flaco Biondini, Ellade Bandini, Roberto Manuzzi, Antonio Marangolo, Pierluigi Mingotti e Vince Tempera. Otto brani inediti, Canzone di notte n°4, L’ultima volta (già in radio dal 9 novembre scorso), Su in collina, Quel giorno d’aprile, Il testamento di un pagliaccio, Notti, Gli artisti, L’Ultima Thule; e per di più l’album sarà venduto con allegato un oggetto simbolico: un cornetto rosso, “perché porta una sfiga bestiale. Non ho mai scritto canzoni allegre, ma questa volta ce l’ho messa tutta”.

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