Udine, femminicidio: Lisa Puzzoli, 22enne, accoltellata dal suo ex

Foto dal profilo facebook di Lisa Puzzoli
Foto dal profilo facebook di Lisa Puzzoli

UDINE – Aveva già provato a denunciarlo per ben tre volte, ma l’assassino ha avuto la meglio. Si tratta ancora una volta di femminicidio. La tragedia si  consumata nel friulano, in una frazione di Basiliano, Villa Orba, illuminata stanotte dalle luci delle sirene dei carabinieri, polizia e l’arrivo dei magistrati e uomini della scientifica. Il nome della vittima è Lisa Puzzoli, aveva solo 22 anni, ed è stata uccisa con una coltellata a pochi chilometri di distanza dalla casa dei genitori. L’omicida è il suo ex convivente, Vincenzo Manduca, 27 anni, già denunciato tre voltedalla donna nel 2010 per persecuzione.

L’omicida si è recato ieri a casa della sua ex, uccidendola senza problemi davanti agli occhi del fratello. Entrambi non vivevano più assieme dalla nascita della loro bambina che adesso ha due anni. Manduca non ha mai creduto che la piccola potesse essere sua figlia, infatti non l’ha mai riconosciuta, ad agosto ci sarà poi l’esame del Dna che ne decreterà la paternità.

Questo caso ha tutte le sfumature dell’ennesimo femminicidio. Dopo vari episodi di stalking e molestie è arrivata la tragedia. L’uomo, come già aveva fatto in passato, era partito da Forlì per raggiungere Basiliano e recarsi dalla sua ex. Non c’era stata nessuna lite, come era accaduto in precedenza, nemmeno problemi sul fatto che lui vedesse la figlia e così, a sangue freddo, ha estratto il coltello e l’ha uccisa colpendola più volte. Adesso sarà compito dell’anatomopatologo stabilire il numero di coltellate che sono state inferte alla giovane Lisa.

La vicenda sembra seguire un copione ben definito, infatti dopo l’efferato omicidio, l’uomo ha chiamato il 112, senza nessun pentimento, forse solo la voglia di scagionarsi e di pagare ha detto: «Ho ucciso la mia ex fidanzata, ditemi dov’è la caserma che vengo a costituirmi». Così l’operatore nel dubbio lo ha trattenuto al telefono dando la possibilità ai militari di raggiungerlo dalla stazione di Campoformido e prenderlo in consegna. Insieme a loro seguono le indagini il Nucleo investigativo di Udine che ha già portato avanti vari rilievi coordinati dal sostituto procuratore Marco Panzeri.

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