Il Napoli sbanca l’inviolato Tardini

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PARMA NAPOLI – Minuto novantadue e trenta secondi: Zuniga offre al Matador il pallone dell’1-3, l’uruguaiano sbaglia. La partita agli sgoccioli è quasi vinta, eppure Cavani si rialza e corre verso il centrocampo, a difendere il vantaggio partenopeo. Un fotogramma, apparentemente superfluo, rappresenta questo straordinario talento sudamericano, che a sua volta incarna quest”ultimo’ scorcio di Napoli.

Un Napoli che, prima squadra a riuscirci quest’anno, sbanca il Tardini di Parma con una prestazione intelligente, discontinua e volenterosa. Dopo il pari di Firenze, la trasferta in Emilia racchiudeva diverse insidie, ma anche le risposte a diverse domande.

Nel catino gialloblu, colorato anche di azzurro da oltre 5000 partenopei, il Napoli ritrova capitan Cannavaro, che torna in campo dopo l’annullamento della squalifica. Mazzarri deve rinunciare allo squalificato Berhami, sostituito da Dzemaili, e all’infortunato Maggio, al cui posto gioca Mesto. Partita subito vivace. Il Parma con piglio aggressivo e dinamico gioca a tutto campo. Il Napoli con il passare dei minuti prova a prendere metri. Pandev spara alto da posizione invitante; è il primo squillo azzurro. Al 20°minuto, Dzemaili tira fuori dal cilindro un assist tanto bello quanto efficace per Marek. Lo slovacco è straordinario e senza stoppare, di prima intenzione, chiude sul palo lungo, capitalizzando al massimo l’invenzione svizzera.

Dopo il vantaggio la partita si accende, fioccano le occasioni da rete: miracolo di Morgan, Paolo salva sulla linea, Dzemaili conclude sul portiere una galoppata in contropiede, e Matador di testa, su delizioso assist di sua maestà Marek, angola troppo.

Nella ripresa i ritmi si abbassano, il Napoli arretra troppo il baricentro, lasciandosi schiacciare dalla squadra emiliana, che pur senza strafare, tiene in apprensione la nostra retroguardia. Il Napoli non riesce a ‘respirare’, resta in ‘apnea’ nella propria metà campo, pur non rischiando di ‘annegare’. Mazzarri prova a correre ai ripari: dentro ‘finanche’ Donadel, per uno spento Inler. Con l’acqua però non si scherza, e al minuto 74, Sansone dalla sinistra entra in area, disorienta Hugo, tira e trova una sfortunata deviazione di Paolo, che inganna Morgan: pari del Parma. Un Napoli rinunciatario, incapace di mettere in atto il suo gioco di rimessa, si vede riagguantare da un coriaceo e mai domo Parma.

La partita ricorda per certi versi quella di 7 giorni prima, nella vicina Firenze, con il ‘solito’ Napoli incapace di cogliere il momento. Intanto, esordisce con la nostra maglia il neoacquisto Armero, e Lorenzo subentrato ad un lento Pandev, prova a metter brio, ma è troppo defilato, e sembra non riuscire ad incidere. Sembra, è solo apparenza. Minuto ottantaquattro: il tascabile frattese prende palla a centrocampo, la difesa del Parma sale, Lore legge il movimento del Matador, e lo trova con una chirurgica verticalizzazione. Matador è a tu per tu con Mirante, non è facile, ma Edi sa di non poter sbagliare: supera il portiere e insacca la rete del nuovo vantaggio.

I minuti finali sono palpitanti, ma il fortino azzurro regge, e al minuto novantadue e trenta secondi, Matador si divora la rete della tranquillità, ma si rialza e corre a difendere la preziosa vittoria. Una storia già raccontata, e presa come  ‘modello’ per descrivere lui, il signor Edinson Cavani e il suo, nostro Napoli. Un Napoli che non è Edi-dipendente, ma che trova nell’uruguaiano la sua sintesi di gioco, la consacrazione di una squadra tornata ad esser tale, dopo un periodo di smarrimento.

Domenica prova eccellente, ma non è una novità, di Marek. Bravo Blerim, non sono un suo estimatore, ma domenica ha disputato una partita di qualità e quantità. Bene la difesa, un po’ meno le fasce, con un ‘semplice’ Mesto e uno Zuniga svegliatosi a partita in corso. Esordio di Armero, il cui apporto potrà tornar utile; sufficiente Donadel, ma servirebbe un giocatore con maggiore freschezza fisica e mentale. Insigne decisivo per l’assist, deve aver più coraggio, e forse ri-merita un’occasione dal primo minuto, al posto di un Pandev, la cui tecnica eccellente non si discute, come, però, anche la sua lentezza! Matador corre per il campo come un forsennato, sbaglia qualcosina; ma quando deve piazzare la zampata, c’è! Vittoria sostanzialmente meritata, contro un ottimo Parma. E alcune domande trovano, una, parziale, risposta.