Scampia come location per una fiction su Gomorra: il no di Pisani

Scampia-Napoli-GomorraNapoli, 5 gennaio – E’ netta l’opposizione dell’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’ottava municipalità di Scampia, alla decisione di rendere il quartiere della periferia nord di Napoli teatro di una fiction che si ispira al best seller (e David di Donatello 2009) ‘Gomorra’. Pisani sostiene che l’immagine che ne scaturisce sia ancora una volta negativa e denigratoria; si tratta di un buon materiale per una fiction (quando la realtà supera 100 volte la fantasia delle migliori menti), ma dell’ennesima cartolina  offensiva di Scampia. E’ un pò la croce del capoluogo partenopeo: Napoli è storicamente schiava di una immagine stereotipata da cartolina che finisce per svenderla in tutto il mondo.

Pisani, che  è impegnato attivamente nell’opera di riqualificazione del quartiere,sta investendo risorse in cultura e legalità e amareggiato afferma “Non permetteremo la produzione di una fiction televisiva che presumiamo possa finire anche su mercati esteri. Non permetteremo la fiction di un’altra ‘Gomorra’ a Scampia per utilizzare le ‘Vele’ e le strade di un quartiere per produrre altri danni di immagine piuttosto che favorire la riqualificazione di un territorio mortificato dai camorristi e dai loro affari di droga”. Pisani teme dunque l’eccessiva esposizione mediatica dei mali di Scampia: mostrando continuamente al mondo immagini del suo degrado (ancora una volta la famigerata “cartolina”) senza tuttavia approfondire le ragioni e le dinamiche che vi sono dietro si finisce per stereotipare in negativo. Una sorta di film muto insomma, una carrellata di immagini di palazzi fatiscenti, spaccio di droga e corse in motorino a tre, accompagnati dalla solita cantilena che si limita ad elencare episodi di morte e criminalità. “Rispetto a questo evento ho da fare alcune considerazioni e richieste alla casa di produzione, a Sky che ci mette i soldi, al regista e a Saviano che con il suo romanzo ‘Gomorra’ per quanto non volontariamente ha fatto a Scampia danni incalcolabili alla reputazione già disastrata dai camorristi” dichiara Pisani riguardo la speculazione mediatica e cinematografica di Scampia, tacciando i produttori di “strumentalizzare” il quartiere.

Il problema è che realizzare una fiction ambientata a Scampia vuol dire esportare sui mercati esteri un paccotto di pregiudizi e luoghi comuni che amplificherebbero il messaggio negativo già esportato (seppur involontariamente) dal romanzo di Saviano, senza mostrare anche l’altra faccia, ovvero la voglia di legalità e di riscatto che anima una buona parte degli abitanti della zona. Le riprese tuttavia partiranno il 28 gennaio; si vocifera addirittura che la produzione abbia offerto 200 mila euro ad un bar per utilizzarlo nella fiction e farlo saltare in aria, con la promessa di una pronta ricostruzione al termine delle riprese.