Ricerca oncologica: è ora di aprire al Metodo Di Bella

IL PROFESSOR LUIGI DI BELLA.

METODO DI BELLA – In un mondo dove si parla tanto, troppo di terapie anticancro, dall’uso del bicarbonato al bombardamento di atomi, è buona cosa ricordarsi del metodo Di Bella, controversa terapia che diviso il Paese, scatenando duri  scontri nel campo scientifico, mediatico e politico.Nonostante il boicottaggio, questa terapia  è tornata d’attualità puntando i riflettori sul metodo inventato dal fisiologo modenese Luigi Di Bella. A  far notizia sono i pazienti, come il trentanovenne Andrea A., colpito da tumore alla gola e in cura, per sua scelta, con il cocktail alla somatostatina. Dopo alcuni mesi sembra che le sue condizioni migliorarono. E a  certificarlo sono stati gli esami effettuati presso l’Istituto Europeo di Oncologia, il centro d’eccellenza fondato a Milano dal professor Umberto Veronesi.

In un referto si legge che «Obiettivamente al controllo odierno, pur mancando un’immagine che consenta un paragone, rispetto alla descrizione della Tac parametro, la lesione appare ridotta da T2 a T1». Il caso ebbe vasta eco  sulla Gazzetta di Modena, scatenando la Rete. Il paziente vince anche la sua battaglia sul piano legale per ottenere il risarcimento delle spese sostenute per la terapia Di Bella (che il Servizio sanitario non paga), e grazie alla sentenza  del giudice del tribunale di Cosenza  si riaccendono le discussioni.  La tanto vituperata terapia, è citata da uno studio dell’Università di Firenze pubblicato sull’European Journal of Pharmacology.

È  bastato avviare una seria ricerca per valutare il mix di composti della multiterapia e verificare che la combinazione di melatonina, acido transretinoico e somatostatina (tre sostanze chiavi nello schema Di Bella) si è dimostrata efficace sulle cellule di tumore al seno. Si tratta di un risultato incoraggiante, anche se siamo solo agli inizi; un segnale di disgelo  giunge dall’Ordine dei medici di Bologna, che  ha patrocinato un convegno  sulle Evidenze scientifiche  promosso dalla Fondazione Di Bella.

Se si continua parlare di questa terapia dopo tanti anni è grazie al seguito di pazienti che chiedono di curarsi con la Di Bella. Stando ai dati, sono migliaia i malati di tumore che in questi anni hanno abbandonato terapie consolidate per affidarsi alla cura del dottore modenese.  E non sono pochi quelli che giurano  che funziona. Guarire dal cancro senza subire gli effetti tossici della chemio o della radioterapia, e senza finire sotto i ferri. Ormai sono tanti quelli che hanno un tumore o una persona cara che sta lottando contro un tumore, e tantissime sono le  critiche rivolte nei confronti della terapia ufficiale.

Nonostante i risultati, si continua a negare l’evidenza, ma gli sforzi di Giuseppe Di Bella, figlio di Luigi  continuano, insieme con un gruppo di medici, ricevono  migliaia di pazienti sparsi per tutta la penisola. E ora, anche la letteratura scientifica sta confermando  la validità di ogni singolo elemento della terapia. Solo sui retinoidi si contano quindici mila pubblicazioni, mentre sono stati documentati i casi di 700  pazienti. E ancora oggi, sono tanti i dubbi concernente la sperimentazione avviata dall’allora ministro della Salute Rosy Bindi, che portò a un esito negativo dei test. Da sempre è stato evidenziato che in quel caso, furono commesse tante anomalie, tra cui la somministrazione di farmaci scaduti come da verbale dei Nias, che destituirono di ogni significato e attendibilità quella sperimentazione.

La stessa magistratura si limitò a non perseguire i responsabili, perché  accettò la tesi che gli sperimentatori sotto pressione dell’opinione pubblica non avevano avuto modo e tempo di evitare le irregolarità.

Intanto, mentre le polemiche continuano, gli studi procedono ed i guaritori aumentano giorno dopo giorno, diamo uno sguardo alle statistiche riportate in rete, valutando direttamente quelli che sono definiti i numeri della malattia:

  • 2.250.000 circa sono i pazienti che in Italia vivono con una diagnosi di tumore
  • 1000 circa sono i casi che si registrano quotidianamente
  • 57% dei pazienti (1.285.000 persone, il 2,2% della popolazione) è lungo sopravvivente, cioè con una diagnosi di tumore da oltre cinque anni
  • 61% donne 52% uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi
  • 87%b e 88% sono rispettivamente le percentuali di sopravvivenza per il tumore al seno e quello alla prostata

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