La Cosa di Grillo diventa ‘tv di stato’ del Movimento 5 stelle

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Grillo
non va in  tv, rifiuta ogni intervista, sfugge ai giornalisti; il Movimento 5 stelle non è concepito costituzionalmente come un partito, non ha soldi, nè sede ma deve la propria nascita e la propria “fama” alla rete e ai comizi in piazza. Una sorta di visibilità di riflesso ha permesso a Grillo, leader “morale” del movimento, di affermarsi, diffondere le proprie idee e infine far parlare di se.

Nonostante la ritrosia nei riguardi dell’esposizione televisiva, il Movimento 5 stelle ha ideato una sorta di tv di stato personale, via web, attraverso la quale diffondere le immagini dello Tsunami tour: La Cosa è nata alla garibaldina, in maniera artigianale, ad opera di Salvo Mandarà, ingegnere elettronico di 46 anni. Alla buona è anche la sede stessa, una spoglia stanza milanese, col solo logo del Movimento.

Il palinsesto è improvvisato e vario: secondo quanto riportato su un articolo del sito web Linkiesta, “ci sono programmi di musica rigorosamente creative commons (libera dai diritti di proprietà), presentazioni di libri, discussioni politiche con gli eletti del M5s e interazioni con gli utenti tramite chat. Alla conduzione si alternano attivisti e Vj di Reset Radio, coadiuvati da opinionisti d’area come Piero Ricca, Marco Travaglio, Dario Fo e il blogger Claudio Messora”.

La Cosa si è fatta portavoce dei momenti più salienti della corsa al voto del Movimento 5 stelle: dai comizi nelle piazze italiane al “discorso alla nazione” del 25 febbraio concesso in esclusiva alla web tv, fino alla diretta streaming della riunione romana tra Beppe Grillo e i neoeletti. Un organo ufficiale del Movimento, un canale di comunicazione casereccio, ad ogni modo l’ennesimo fenomeno mediatico frutto della carica carismatica e del forte impatto comunicativo di Beppe Grillo.

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