Dario Fo contro i politici: “Sono degli zozzoni, dei vigliacchi, dei maledetti”

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Dario Fo, drammaturgo, attore, nonchè premio Nobel per la letteratura nel 1997, è stato ospite a La Zanzara su Radio 24: ha deciso di commentare in maniera forte ed ironica il totoministri del futuro governo Letta, esprimendo il suo parere sui personaggi politici più in vista del momento.

Le parole che hanno sconvolto maggiormente il pubblico benpensante sono contro Brunetta: “Brunetta che giura da ministro? La prima cosa che faccio è cercare un seggiolino per poterlo mettere a livello, all’altezza della situazione. Oppure meglio una scaletta, così se la regola da sè! Sarebbe una gentilezza che si fa a Brunetta, e alla società, per non avere l’angoscia di vedere qualcuno che non ce la fa. Il cervello di Brunetta quello sì che è ancora più piccolo“.

Si continua poi con la questione Schifani al governo; Dario Fo incalza: “Il cognome è onomatopeico, dentro il suo nome c’è già tutto, il rifiuto e il senso di angoscia e di repulsione per queste persone. Con questi al governo mi hanno copiato delle scene intere del mistero Buffo“. Se la prende poi con quelli che hanno rifiutato Prodi alla Presidenza della Repubblica: “sono degli zozzoni, dei vigliacchi, dei maledetti e dei bastardi per la situazione in cui ci hanno messo. Sono abili distruttori della parola data. Hanno fatto una cosa indegna perchè dovevano dirlo prima: non si può applaudire e poi sparare bordate sul partito. È stato un gioco al massacro. Il vero scopo del governo Pd e Pdl è quello di salvare il Pd, un fabulazzo osceno, dalla sbandata in cui si ritrova e salvare dalla galera, o dall’esilio, Berlusconi. L’unica cosa che importa è che Berlusconi sia salvo!

Le parole e la satira di Dario Fo hanno subito scatenato critiche e polemiche a catena. Il senatore Giuseppe Esposito, vicepresidente del Pdl ha dichiarato: “Dario Fo conquista oggi il Nobel della banale volgarità. Le sue offese ai capigruppo del Pdl Schifani e Brunetta sono gratuite, e denotano un livore grossolano ed un fanatismo, che travalica nel cattivo gusto. L’Italia non ha davvero più bisogno di un certo tipo di intellettuali, che sanno predicare solo l’odio verso coloro che la pensano diversamente“; Fabrizio Cicchitto ha replicato invece con “Malgrado faccia finta di parlare sul serio, con quello che dice, è inevitabile che una risata seppellirà Dario Fo e anche il suo razzismo antropologico“; la deputata Pdl Mara Carfagna ha scritto su Twitterle parole di Dario Fo dedicate a Renato Brunetta non gli fanno onore. L’insulto non è satira, ma volgarità“.

E ancora il segretario politico Pdl, Angelino Alfano è intervenuto, affermando: “le dichiarazioni di Dario Fo, dal contenuto spregevole, colpiscono per la gratuita volgarità di un personaggio che, evidentemente, è ben lontano dal senso alto della politica e offende impunemente, credendo di divertire come durante uno spettacolo di cabaret di scadente livello. In realtà, offende solo se stesso, la sua storia e la sua professionalità. O forse, in verità, la sua cifra umana è così bassa da non consentirgli altro. Le sue parole incivili non offrono di certo un contributo alla politica, ma sicuramente svelano l’ignoranza di chi ne sconosce il valore e ricorre persino alle offese personali per sentirsi realizzato e per soddisfare il proprio malsano egocentrismo. Ci vergogniamo per lui. Inutile aggiungere altro“; addirittura è stata proposta dal deputato del Pdl Alessandro Pagano la revoca del Premio Nobel – “Insulti come quelli rivolti da Fo ai capigruppo Pdl di Senato e Camera, per il loro carico d’odio e l’istigazione alla violenza politica, sono indegni di un premio Nobel che dovrebbe invece incarnare e diffondere ben altri valori. Per l’oltraggio inferto all’essenza stessa del Nobel, questo prestigioso premio dovrebbe essergli revocato“.

Le reazioni e le dichiarazioni dure nei confronti dell’uomo di cultura continuano ancora: a questo punto, non si potrebbe parlare ugualmente di “razzismo antropologico” contro Dario Fo? Ma in Italia, ai politici tutto è concesso!

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