Caso Meredith Kercher: una giustizia che c’è stata, oppure no!

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Il popolo della rete è diviso in due, e in particolar modo chi non ha condiviso l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, cui unico colpevole che sta scontando la sua pena in carcere è Rudy Guede.

La sentenza di assoluzione dell’omicidio di Meredith è stata seguita in diretta dalla trasmissione di Rete 4 “Quarto Grado”, con tanto di CountDown come se stesse per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno,  seguita ovviamente anche oltreoceano dove le persone vicine ad Amanda, presunta assassina, hanno tirato un sospiro di sollievo per l’innocenza riconosciuta all’ex studentessa americana. A Seattle è stata una notte di festeggiamenti e pianti di gioia per la fine di questo processo che ora sta facendo discutere il nostro Paese tra chi è a favore di questa decisione e chi invece è contro, definendo la decisione di assoluzione come “La tomba della giustizia italiana”.

Queste sono state le prime parole di Amanda: “Ho ripreso la mia vita. Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana. – Continua – La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario”, in cui “ho avuto l’inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti”.
Durante questa processo durato 8 anni, chiuso e poi riaperto, al fianco di Amanda si è schierato il “Partito di Amanda” composto da amici, parenti, professori, giuristi, politici, cittadini con la convinzione che la donna, in Italia, sia stata esposta ad una gogna mediatica ingiusta, tanto che è stato richiesto l’intervento del segretario di Stato, Hilary Clinton, sulla faccenda, e anche Donald Trump, come riporta La Stampa, propose di boicottare l’Italia fino a quando Amanda non fosse stata scarcerata.

Dopo l’assoluzione c’era da aspettarselo: l‘avvocato difensore di Amanda Knox, Carlo Della Vedova, ha dichiarato: “chiederemo il risarcimento per ingiusta detenzione“. L’edizione on line de La Stampa, ha inoltre chiesto l’opinione da uno dei massimi conoscitori del sistema giudiziario italiano, professore emerito dell’International Human Rights Law Institute, ex super consulente legale Onu, Cherif Bassiouni: “In questo caso gli avvocati della Knox potrebbero rivolgersi alla Corte europea per i diritti umani, – dice l’esperto – Potrebbero aprire un contenzioso e chiedere un risarcimento per i danni morali e materiali”.

Oggi l’incubo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito è finito definitivamente, ma è ancora da chiarire la posizione di Rudy Guede che risulta l’unico condannato dell’omicidio di Meredith che tuttavia racconta: “Io otto anni fa ho raccontato la mia verità, se per i giudici non è attendibile non posso che prenderne atto: il caso è definitivamente chiuso anche per me”. Cosa c’entrano, allora, Amanda e Raffaele in tutta questa faccenda? Rudy non li ha mai tirati direttamente in ballo, limitandosi a parlare di due sconosciuti che uccidevano la povera Meredith mentre lui era chiuso in bagno.

Intanto l’ivoriano, in carcere, sta per laurearsi, e pare abbia confidato ansie e speranza ai suoi due avvocati, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. Ha inoltre dichiarato “No non mi preoccupo della sorte di quei due – insiste l’ivoriano -. Voglio solo pensare al mio futuro. Voglio laurearmi ed essere dimenticato. In carcere ho preso il diploma in scienze sociali e se Amanda e Raffaele sono liberi di rifarsi una vita, spero di poter fare altrettanto”. Pare che ancora oggi Rudy Guede neghi di averla uccisa e ricorda: “aver chiesto scusa alla sua famiglia per non aver chiamato in tempo i soccorsi”.

In tutta questa storia i conti non tornano, dopo otto anni anche chi ha seguito il caso è confuso dal tira e molla della di questo processo, è stato un mescolare e rimpastare dei racconti e non racconti tra i reali colpevoli, esecutori e/o della presunta mente dell’omicidio. Tuttavia non c’è più nulla da fare, bisogna accettare la sentenza e la famiglia di Meredith Kercher dovrà accontentarsi di una giustizia che c’è stata oppure no!