“Non ci resta che piangere” ritorna al cinema

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Sono trascorsi 30 anni dall’uscita di questo film e ogni volta che lo guardiamo ci sembra sempre così attuale, genuino e infine, non per questo meno importante, davvero divertente. Durante il periodo di questo anniversario Massimo Troisi e Roberto Benigni ritornano per tre giorni al cinema 3, 4 e 5 marzo, con il film che ha fatto storia “Non ci resta che piangere” in 200 sale italiane.

Lucky Red, il distributore, che tra il 1984/85 incassò 15 miliardi di lire, mette nuovamente a disposizione il capolavoro di Troisi in versione restaurata e rimasterizzata grazie al contributo di Medusa, Roberto Benigni e Marco Gaudenzidella Film&Video, che oggi ne detengono i diritti. Questo film prima di essere finito (più volte venne cambiato il finale) attraversò non poche peripezie a causa di un’ispirazione che non arrivava. L’attore fiorentino e il napoletano per eccellenza si ritirarono prima a Cortina, poi al mare e infine in val d’Orcia, per una sceneggiatura mai effettivamente pronta per i produttori dell’epoca Mauro Berardi e Ettore Rosboch in attesa.

Tuttavia pare che mai sia esistito un vero e proprio copione per questo film. A rivelarlo è Amanda Sandralli, figlia della più famosa Stefania, che debutto al cinema proprio in questo film: “Non c’è mai stato un copione, non l’ho mai visto, al massimo c’era una sorta di canovaccio per qualche scena”, continua Amanda “Girammo gli interni e gli esterni del paesino immaginario di Frittole a Cinecittà. Massimo e Roberto la mattina si ritrovavano in roulotte, scrivevano qualcosa, poi si iniziava a girare – spiega l’attrice – Per il mio ruolo, quello di Pina, c’era scritto solo ‘giovanissima, 15enne, si innamora di Massimo’ e nulla più. Poi Massimo al trucco cominciò a dirmi che gli sarebbe piaciuto che inventassimo per Pina un tormentone, mi chiese di fare un po’ la voce da scema e di ripetere spesso la stessa parola. Roberto, invece, disse ‘Fai come i bimbi quando parlano talmente in fretta che non prendono fiato’”. Una curiosità relativa alla scena del giardino tra Massimo e Amanda che non sapevate? Massimo Troisi, alias Mario, si fingeva artista, un musicista, e dedicava canzone alla giovane Sandrelli. Per quella scena il regista e attore partenopeo scelse la canzone dei Beatles “Yesterday” e non ci fu verso di fargliela cambiare, volle a tutti i costi intonare quell’unica parola che costò alla produzione 70 milioni di lire per i diritti d’autore ai ragazzi di Liverpool. E la Sandrelli racconta anche questo aneddoto: “Nel film fui l’amata del bidello Mario prese corpo, cappello e gonna larga in un batter d’occhio: “Girai cinque giorni ma per poche pose insieme ripetemmo la stessa scena tante volte. E non perché i ciak non fossero buoni, ma perché ci si doveva interrompere in continuazione visto che la troupe, le comparse, Roberto e Massimo, io stessa, ridevamo a crepapelle. Pensate alla scena della serenata. Massimo mi disse che avrebbe canticchiato qualche brano, ma non mi disse quali. Poi all’improvviso se ne viene fuori con Yesterday. E finché lo cita mi trattengo. Ma appena dice “bom bom” scoppiammo tutti a ridere per diversi minuti”.

Per la Sandrelli è questo un grande film nel ricordo di un grande divertimento e meravigliose persone prima ancora che artisti. E voi cosa ne pensate? Andrete a vederlo al cinema? Noi speriamo di sì, per voi, perché vedere questi sketch al cinema fanno davvero un altro effetto.

Cliccando Qui potrete consultare la programmazione di “Non ci Resta che Piangere” presso “The Space Cinema”  Italia