Risonanza magnetica può svelare se il vostro è “vero amore”

vero-amore-risonanza-magnetica

Un sentimento antico, quanto è antico il mondo intero. L’amore cantato dai poeti, raccontato dagli scrittori, dipinto dagli artisti e suonato dai cantanti, secondo la scienza, non ha una natura emotiva, non proviene dal cuore e non nasce dal profondo della nostra anima: è in realtà soltanto una reazione chimica che rende euforici e dipendenti.

Il team di ricercatori della Universy of Science and Technology di Hefei, Cina, hanno studiato a fondo il fenomeno, e secondo loro, basta una risonanza magnetica al cervello per distinguere gli “ingredienti” del vero amore: dal mix ormonale della semplice infatuazione. Il test è stato effettuato su cento pazienti che vivevano diverse fasi della loro relazione sentimentale. Nei soggetti “davvero innamorati” le aree del cervello coinvolte sono dodici. Immaginate ad una serie di lampadine da dodici, e se non si accendono tutte, ci dispiace dirvelo, ma non è amore puro. Tuttavia ci sono varie combinazioni relative a queste aree celebrali e alcuni amori possono risultare meno profondi o addirittura preannunciare la fine di una storia d’amore.

I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati dalla rivista Frontier in Human Neuroscience e sottolineano come per gli innamorati risultavano più attive le aree connesse ai sentimenti di ricompensa, motivazione ed emozione. Invece, per individuare una storia che volgeva a termine, è bastato analizzare quella parte del cervello che si identificata con il nucleo caduto, nel telencefaleo: “Il nostro studio – spiega il coordinatore Xiaochu Zhang – fornisce la prima evidenza di alterazioni correlate all’amore nell’architettura del cervello e i risultati gettano nuova luce sui meccanismi dell’amore romantico”.

A onor del vero bisogna tuttavia dire che le persone realmente innamorate producono dei precisi ormoni che agiscono sul cervello (ossitocina, dopamina e vasopressina). Durante il corteggiamento gli ormoni che vengono prodotti in quantità maggiore sono la noradrenalina e serotonina, che aumentano la sudorazione. Se si tratta solo di desiderio sessuale entrano in gioco altri tipi di ormoni quali: adrenalina, endorfine ed estrogeni che fanno innalzare il termometro dell’eccitazione.

Ad ogni modo la ricerca cinese non è l’unica che si è concentrata sul cosiddetto “amore romantico”. Anche gli inglesi, in precedenza, avrebbero individuato un gene, detto Oxtr, capace di regolare la nostra capacità di riconoscimento dei volti, volgarmente definito “il gene che ci fa innamorare“: è l’elemento che codifica il recettore dell’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, che riveste un ruolo cruciale nel legame tra madre e figlio e nel rapporto di coppia, dove il riconoscimento dei simili avviene attraverso l’olfatto e non la vista.