Strage Tunisia, il bilancio: 17 vittime. 2 italiani morti e 2 dispersi

Police lead their dogs during the attack by gunmen on Tunisia's national museum in TunisDue dei quattro turisti italiani, coinvolte ieri nell’attacco terroristico a Tunisi, nel Museo del Bardo, è piemontese. Accertata la sua identità: si tratta di Francesco Caldara, pensionato di 64 anni di Novara, con la compagna, si trovava sul pullman che lo stava portando al Museo. Arrivati all’interno dell’edificio è stato subito colpito, le sue condizioni apparse gravi dal primo momento, tuttavia non sembrava in pericolo di morte. In serata, però, è stata la compagna a dare la conferma della sua morte.
Un altro torinese, Orazio Conte, il marito di una delle dipendenti comunali che erano in viaggio in Tunisia, pare sia morto. Si contano inoltre altri due dispersi, appartenenti sempre al gruppo di viaggio dei dipendenti comunali di Torino.

Questa mattina, parlando alla trasmissione Agorà su Rai Tre, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto: “Alla fine purtroppo è possibile che il bilancio sia di 4 vittime italiane e una dozzina di feriti”.”Al momento dobbiamo capire che la zona in cui è avvenuto l’attentato è sotto il controllo delle autorità tunisine, che hanno lavorato tutta la notte all’identificazione delle vittime”, ha detto il ministro.

Intanto un’unità di di crisi della Farnesina è giunta nella capitale tunisina per monitorare la situazione. Le autorità tunisine, invece, informano che nell’attentato sono stati uccisi 17 turisti stranieri – tra cui due francesi, due polacchi e tre giapponesi – e due cittadini tunisini. Nel frattempo l’alta rappresentate per la politica estera e la difesa dell’Unione Europea, ha attribuito l’attacco al gruppo Stato Islamico.

Come riporta Reuters, secondo Gentiloni, nonostante l’attacco, l’Italia non è “alla massima allerta, perché non ci sono notizie di minacce dirette per l’Italia, ma siamo alla pre-allerta massima. Ci vuole vigilanza sulle frontiere, ci vuole controllo anche all’interno, ma dobbiamo farlo senza isteria e senza rinunciare alla nostra libertà”.