Matteo Renzi: “Se perdo il referendum vado via”

Matteo Renzi ha tenuto una lunga conferenza stampa di fine anno 2015. Aveva tante cose da dire sulla situazione italiana e ha parlato per due ore e mezzo di politica interna, economia, immigrazione e del suo futuro che sembrerebbe legato all’esito del Referendum Costituzionale promosso dal suo Governo che rappresenterà un vero banco di prova per la stabilità dell’esecutivo. Ha infatti dichiarato: “Se perdo il referendum costituzionale ho fallito”.

La conferenza di fine anno del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, tenutasi a Montecitorio, è stata molto seguita e apprezzata per la minuziosità dei dettagli forniti sulla situazione italiana: “Il 2015 è andato meglio del 2014, meglio delle nostre previsioni, lo dice la realtà dei fatti: è stato un buon anno”. Si è tanto parlato di riforme, tema molto al cuore al governo: “In alcune delle principali sfide, che erano difficili da vincere c’è un segno positivo. Un anno fa si diceva che in Italia c’è un stagnazione perenne, non tornerà mai al segno più, se guardiamo ai dati quest’anno il Pil torna a crescere, +0,8%, era previsto lo 0,7. Sulla riforma costituzionale tutta l’estate si è detto ‘non ci sono i numeri, sarà l’ennesimo flop’. Ancora non è chiusa ma credo che ci possa essere l’11 gennaio la votazione definitiva. Pensiamo di tenere il referendum nel mese di ottobre e saranno i cittadini a dire se sono riforme imposte dall’alto o scelte dai cittadini”.

Grazie al Jobs act ci sono più posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è ancora molto alto ma è all’11,2 per cento. Sono aumentati i contratti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda l’obiettivo 2018, Renzi ha detto: “Non sono terrorizzato, nel 2018 vinciamo al primo turno: liberi di non crederci e liberi gli italiani di cambiare idea. Io ho preso un partito che aveva preso il 25% alle elezioni non dimenticatelo e preferisco un Pd al 40% nei risultati elettorali e ben oltre il 30% nei sondaggi a un Pd del 25%. Una delle cose che più mi fa sorridere è il ritratto che spesso i giornali fanno di me ossessionato dai sondaggi. Le prime settimane che ero a palazzo Chigi li guardavo ma da marzo 2014 io guardo i dati dell’aumento della grande distribuzione, cioè quanto gli italiani tornano a spendere, a me interessa questo non i sondaggi”.

Il suo futuro è legato al referendum costituzionale che ci sarà prossimamente: “Si diceva che le riforme costituzionali sarebbero state l’ennesimo flop, l’11 gennaio saranno votate dalla Camera e ragionevolmente si andrà a stretto giro al Senato e poi immaginiamo il referendum a ottobre 2016 e saranno i cittadini a dire se sono riforme calate dall’alto. Se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza in politica”.

Per quanto riguarda la politica comunitaria, Renzi ha detto che: “Non ho dichiarato guerra all’Europa, l’Italia non fa guerra all’Europa, stiamo chiedendo all’Europa di far rispettare le regole, tutte e a tutti”. Mentre un’opinione più dura ce l’ha sulla questione dei migranti: l’Italia non vuole affrontare la questione da sola, ci sono stati circa 150mila sbarchi e quindi non si può parlare di una vera e propria invasione come in molti l’hanno definita.

Interesse c’è stato anche sulla questione delle unioni civili: “Personalmente nasce come proposta alla Leopolda 2012, l’abbiamo appoggiata allora, ovviamente su questo e su altro ci sono opinioni diverse. Non c’è unanimità di consensi ma c’è la grande occasione di una discussione seria senza steccati ideologici. La legge ci vuole e va fatta nel 2016, mi auguro che la discussione sia rapida, si è già parlato abbastanza, e i tempi di realizzazione stretti”.

La questione delle pensioni invece resterà invariata: non ci saranno grandi variazioni salvo alcuni interventi sulle pensioni d’oro sarà fatto dopo un lungo dibattito, una lunga discussione contraddistinta da grande trasparenza. E sono grato al presidente dell’Inps Boeri perchè sta facendo un lavoro molto serio di trasparenza” sulle pensioni delle varie categorie”.