Papa Francesco e l’Italia nel mirino dell’Isis, soffiata del Mossad

Papa Francesco rischia di essere realmente vittima di un attentato da parte dell’Isis, così come due città italiane sono nei piani degli attentatori. Questo è quanto comunicato dal Mossad, i servizi segreti israeliani, che, in un documento inviato ai nostri 007, spiegano anche quali saranno le date più a rischio. Si tratterebbe di informazioni e minacce molto realistiche e non di semplici supposizioni, secondo quanto è stato dichiarato in queste ultime ore. Si tratta, ovviamente, di un rapporto top secret che deve essere trattato con la massima riservatezza, nello stesso interesse di Papa Francesco.

Papa Francesco e l'Italia nel mirino dell'Isis, soffiata del Mossad

Non c’è da stupirsi sul fatto che Papa Francesco possa essere un possibile bersaglio dei jidahisti dell’Isis, ma le minacce ora sembrano concretizzarsi e diventare reale.
Un documento del Mossad, inviato ai servizi segreti italiani svela la reale possibilità che il Pontefice e l’Italia potrebbero essere i prossimi destinatari di attentati da parte dei guerriglieri dello Stato Islamico.
I servizi segreti israeliani hanno indicato anche le date di questi possibili attacchi: Natale e Capodanno. Due date simboliche ed importanti per la comunità cristiana e per il mondo intero che potrebbe dare ancora maggiore risalto e significato ad un possibile attentato al Papa. Le città più a rischio attentati, sempre secondo il documento, sono Milano e Roma.
Nel documento fornito dall’intelligence isreliana all’Italia ci sarebbero indicati anche alcuni elementi radicalizzati sul nostro territorio, da tenere sotto strettissima osservazione.

La minaccia non arriverebbe solo da possibili infiltrazioni terroristiche arrivate dall’esterno, ma anche alcuni soggetti che in Italia hanno mostrato particolare attivismo nei loro contatti con altri “operativi” al di fuori dei confini italiani.
Proprio ieri, il gip del tribunale di Catania ha convalidato il fermo per il ventenne siriano fermato dalla polizia di Ragusa, subito dopo lo sbarco a Pozzallo avvenuto il 4 dicembre scorso, per “collegamenti terroristici”. Il giovane al momento dell’arrivo in Italia aveva otto telefoni cellulari, dove la Polizia postale ha trovato frasi inneggianti l’Isis e foto che la magistratura ha ritenuto inquietanti perchè riprenderebbero veri e propri atti terroristi. E tra gli sms uno in particolare afferma: “Allah è grande, ma l’Isis lo è di più“.