Sos WWf: salva le 12 specie a rischio estinzione

Sos, salva le specie a rischio estinzione. Molti animali, di rara bellezza, sono ormai in via d’estinzione sul nostro pianeta, sia a causa dei sopravvenuti mutamenti dell’habitat usual e sia a causa dell’uomo attraverso il bracconaggio e la deforestazione.

Per ricordare l’importanza di queste specie protette il Wwf ha dedicato loro un meraviglioso calendario scegliendo gli scatti d’autore più belli di sempre.

Leopardo delle Nevi

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Scoperto solo all’inizio del secolo scorso, il leopardo delle nevi vive tra le alte montagne dell’Asia centrale, generalmente tra i 1.500 e i 6.000 metri di altitudine, in un ambiente secco, roccioso, ricco di arbusti e praterie.
Numerosi enti sono all’opera per preservare questo felino e gli ecosistemi montani in cui vive, anch’essi minacciati. el 2003 la popolazione totale di leopardi delle nevi in natura è stata stimata a solo 4080-6590.
Il leopardo delle nevi è stato ferocemente cacciato in passato per la sua pelliccia.
Oggi la principale minaccia è legata alla scomparsa del suo habitat in quanto i mandriani stanno trasferendo le loro greggi nei territori del leopardo.

Gennaio, Ghepardo

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Famoso per essere l’animale terrestre più veloce il ghepardo è contraddistinto anche dal carattere docile e mansueto. Infatti, è molto raro che un ghepardo in cattività attacchi coloro che si sono presi cura di lui. Può, anzi, accadere che si lasci accarezzare dall’uomo e cominci a fare le fusa rimanendo immobile.
Proprio per questa caratteristica, gli antichi egizi solevano addomesticare i ghepardi per servirsene durante la caccia. L’usanza di tenerlo in cattività si diffuse, con il tempo, anche in India e in Persia.
Si stima che attualmente vivano in natura fra i 10.000 ed i 12.500 esemplari di ghepardo, molti dei quali (circa 2.500) si trova in Namibia. Oltre a questi, fra i 50 e i 60 ghepardi si trovano in Iran, andando così a costituire gli ultimi rappresentanti della sottospecie asiatica. Il pericolo per la sopravvivenza di questa specie viene dal bracconaggio e dalla distruzione dell’habitat.

Febbraio, Pinguino imperatore

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In una coppia di pinguini imperatore ad occuparsi della prole sono i maschi, mentre le femmine si occupano di procacciare il cibo coprendo molti chilometri a piedi. I maschi, in attesa delle femmine, devono tenere l’uovo fra i piedi per non farlo appoggiare al gelido suolo perché se l’uovo dovesse toccare terra si ghiaccerebbe all’istante. Allo stesso tempo, non possono stare fermi altrimenti gelerebbero loro stessi.
I pinguini imperatori sono disturbati soprattutto dal sorvolo degli elicotteri sulle colonie di passaggio per il rifornimento alle basi scientifiche. Il surriscaldamento globale, inoltre, sta riducendo le aree ghiacciate anche in Antartide.

Marzo, Orso Polare

Orso polare

L’Orso Polare è il più grande carnivoro di terraferma esistente sul nostro pianeta. In realtà l’orso polare non è bianco: i peli sembrano bianchi ma in realtà sono trasparenti. Ogni pelo, essendo privo di colore, contiene una tasca d’aria che invece di assorbire, riflette la luce del sole facendoli sembrare bianchi. La sua pelle, che si trova sotto la pelliccia, è completamente nera e serve ad assorbire i raggi del sole, che lo riscaldano.
L’orso polare vive nell’Artide. Il suo habitat è compreso in 5 nazioni: Canada, Alaska (USA), Russia, Groenlandia (Regno Unito di Danimarca), Norvegia.
La popolazione attuale di orsi polari è stimata intorno alle 20-25 mila unità, di cui il 60% in Canada.

Aprile, Orso Bruno

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L’orso bruno è un animale la cui presenza può entrare in conflitto con l’uomo e con le sue attività economiche, soprattutto nelle regioni densamente popolate e dove gli ambienti scelti da questo animale vanno a sovrapporsi con le aree utilizzate per l’allevamento, l’agricoltura e l’apicoltura poiché, essendo un opportunista a livello alimentare, trova comodo utilizzare queste risorse alternative di cibo.

Maggio, Lupo

Lupo grigio

Un tempo fu uno dei mammiferi più diffusi al mondo, soprattutto nell’emisfero boreale, prima che la persecuzione da parte dell’uomo provocasse la sua estinzione in gran parte dell’Europa occidentale, Messico e Stati Uniti. Attualmente il lupo si trova soprattutto nel Canada, in Alaska, in Europa settentrionale e Asia settentrionale.
La persecuzione e lo sterminio perpetrato ai danni del lupo hanno origini medioevali, causate dal non saper più discernere con chiarezza l’antico e mitizzante significato di questo animale nel linguaggio arcaico. Il prevalere del terrore e dell’aspetto negativo nell’immaginario popolare portò l’Europa del Medioevo a inventare le più crudeli strategie di caccia per sterminarlo. Unica eccezione leggendaria quella del lupo di Gubbio, ammansito da Francesco d’Assisi, santo che sapeva dialogare con tutti: il lupo visse tranquillo e non più temuto, ma anzi nutrito e accudito da un’intera comunità.

Giugno, Orango

Orango tango

Sull’isola di Sumatra e del Borneo, la foresta dove vive l’orango viene distrutta a ritmi sempre maggiori: gli alberi vengono abbattuti per far posto alle coltivazioni di olio di palma e coltivazioni di acacia, per la produzione industriale di polpa di carta.
La distruzione del suo habitat forestale minaccia gravemente la sopravvivenza di questa specie.
La riduzione della superficie forestale, spinge l’orango ad entrare nelle aree agricole per la ricerca di cibo, e spesso viene ucciso perché danneggia i raccolti, oppure diventa facile preda dei cacciatori di frodo che ne vendono la carne illegalmente.

Luglio, Leone

Leone

Il re della Foresta è un famoso pigrone: passa dormendo dalle 16 alle 20 ore al giorni, di schiena in mezzo alla savana o al fresco su un comodo albero.
Il numero complessivo dei leoni in natura negli anni duemila è stimato tra i 16.000 e i 30.000 esemplari. Questi numeri evidenziano un calo drammatico dagli anni novanta, quando la popolazione di leoni veniva calcolata intorno ai 100.000 esemplari. Le popolazioni rimanenti sono spesso isolate geograficamente dalle altre, cosa che aumenta ulteriormente le difficoltà di conservazione della specie

Agosto, Elefante

elefante

Grazie alla sua mole, l’elefante, perlomeno da adulto, non ha nemici naturali. Il nemico principale di questo pachiderma rimane l’uomo, che spesso conduce una caccia illegale per impossessarsi delle sue zanne d’avorio. Il commercio dell’avorio e la deforestazione stanno portando all’estinzione l’elefante, la sua popolazione è diminuita notevolmente rispetto al passato e in molti paesi africani sono in atto politiche di protezione di questo animale.
Gli elefanti amano ubriacarsi: sono capaci di aspettare la maturazione dei frutti di diverse specie di palme di cui poi si cibano, visto che solo dopo l’inizio del processo di fermentazione il frutto diventa alcolico. Quest’attesa indica che la ricerca dell’alcol è intenzionale.
Gli elefanti ubriachi diventano poi ipereccitati e, cosa più grave vista la mole, perdono la coordinazione motoria, si impauriscono facilmente e quindi diventano aggressivi.

Settembre, Tigre

Tigre

La tigre è il più grande dei cosiddetti “grandi felini” che costituiscono il genere Panthera (tigre, leone, giaguaro, leopardo e leopardo delle nevi), ed è l’unico felide moderno a raggiungere le dimensioni dei più grandi felidi preistorici.
Nonostante le misure a tutela della conservazione della specie, attualmente tutte le sottospecie di tigre sono da considerarsi in pericolo d’estinzione. Si tratta di un processo in accelerazione a partire dagli ultimi due secoli. Fino alla metà del Settecento, gli esemplari di questa specie erano numerosi e si spostavano agevolmente in ogni parte dell’Asia, costituendo i propri territori ovunque vi fosse abbondanza di prede. La loro popolazione complessiva superava la cifra di 100.000 unità, di cui 40.000 erano nelle giungle indiane.

Ottobre, Giaguaro

giaguaro

L’area in cui vive il giaguaro si estendeva dal sud degli Stati Uniti fino alla Patagonia settentrionale comprendendo quindi l’America centrale e parte dell’America meridionale; oggi tuttavia è scomparso in buona parte del suo antico areale, e oggi sopravvive soprattutto nel bacino amazzonico.
La distruzione delle foreste costituisce oggi il pericolo maggiore per il giaguaro, che ha perso circa la metà del suo habitat naturale.
Interessi economici sottraggono a questa specie animale le fonti di sostegno alimentare, rinchiudendola in aree che si trasformano in gabbie senza uscita.
Un altro pericolo è costituito inoltre dai bracconieri che commercializzano la sua pelle.

Novembre, Gorilla

Gorilla

I gorilla di montagna sono ad elevatissimo rischio di estinzione, essendo ridotti a meno di mille individui suddivisi in due popolazioni: una nel Parco nazionale impenetrabile di Bwindi, inUganda, e l’altra in una piccola zona presso il triplo confine di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo. Un censimento effettuato nel 2002 aveva comunque rilevato un incremento del numero di individui rispetto a 12 anni prima.
Sui gorilla si sono diffuse molte leggende, quasi tutte false, gran parte inventate dai primi colonizzatori europei che li scoprirono. Li si dipingeva ad esempio come animali feroci e violenti, e si riteneva inoltre che non si potessero portare le donne nelle spedizioni africane perché i gorilla le avrebbero violentate. Oggi tali credenze sono state superate.

Dicembre, Panda

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I panda giganti sono una specie a rischio, minacciata di continuo dall’impoverimento del loro habitat e da un tasso di natalità molto basso. Si crede che siano in circa 1.600 a sopravvivere attualmente allo stato naturale. Il panda gigante è il simbolo del WWF (World Wildlife Fund), scelto per il proprio logo per varie ragioni. Una di esse è stata quella di
risparmiare sui costi di stampa.
Quando nascono cuccioli di panda nel mondo, vengono spediti in Cina attraverso la celebre compagnia statunitense FedEx per espandere il loro patrimonio genetico.

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