E’ stata un’esperienza a dir poco agghiacciante quella di Andrea Lehotska, modella e showgirl ricordata maggiormente per la sua partecipazione al game reality, allora in onda su Rai 2, Isola dei Famosi. L’ex fidanzata del figlio di Barbara D’Urso oggi è una ragazza molto impegnata socialmente e si è prefissa l’obiettivo di fare da ‘reporter’ sui suoi profili social di tutte le esperienze che la portano in giro per il mondo, specie nei paesi disagiati e afflitti da disgrazie e povertà. Proprio in virtù di questo, Andrea Lehotska ha raccontato al settimanale Top la sua tragica esperienza in Palestina.

Andrea Lehotska de L'Isola Dei Famosi racconta del sequestro

Andrea Lehotska si è recata in Palestina, vivendo sulla propria pelle gli orrori della guerra e del sequestro di persona. Un’esperienza che le rimarrà per sempre impressa nella mente:

Ero partita da sola per documentare la realtà della guerra. Volevo realizzare un reportage da pubblicare sul blog del mio sito. Ho visto soldati sparare ai bambini e lanciare contro di loro dei lacrimogeni. Ma l’immagine più devastante è stata una donna che sparava alle spalle a un bambino con lo zainetto che usciva da scuola. Il proiettile, dopo averlo colpito, gli è fuoriuscito dalla coscia. Il bambino urlava e la donna rideva. Ho provato a parlare con lei, ma mi ha risposto: ‘Se fai le foto ai bambini che ti tirano le pietre, noi ti difendiamo. Ma se invece stai dalla loro parte, per noi sei palestinese come loro e allora ti conviene correre perché ti spariamo’. Io mi sono schierata dalla parte dei bambini palestinesi“.

Andrea Lehotska: il racconto del rapimento

Il racconto di Andrea Lehotska continua:

Hanno iniziato a spararmi mentre correvo, ma non mi hanno colpita. Poi mi sono rifugiata in una cantina dove i soldati palestinesi mi hanno sequestrata per tre giorni, forse i più brutti della mia vita.  Alla fine mi ha graziato un soldato, l’unico che non sparava ai bambini. Ci siamo guardati per alcuni istanti negli occhi e poi lui, guardando l’orologio, ha detto: ‘Ti do due minuti, scappa e inizia a correre. Io non guardo’. Ho iniziato a correre forte e, nel buio della notte, seguendo il mio istinto, ho percorso gli 8 chilometri che mi separavano da Israele. (…) Una grande paura, perché ho sfiorato la morte. Per assurdo, però, in quel momento l’adrenalina forse non mi permetteva di rendermi davvero conto di quello che stavo vivendo, per cui sto più male oggi ripensando a quei giorni“.

La modella, ormai reporter, è stata molto fortunata ma, soprattutto, molto coraggiosa. Un plauso va alla sua forza d’animo nell’aver affrontato una situazione così difficile nella quale in pochi si sarebbero immersi.

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