Spaceflower: sull’Iss sbocciato il primo fiore nello spazio

Scott Kelly, l’astronauta americano della Nasa  ha twittato la foto, insieme all’hashtag #SpaceFlower, del primo fiore sbocciato sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). Si tratta di una zinnia, piantata nella serra della stazione a novembre. L’obiettivo del progetto è quello di verificare il comportamento delle piante da fiore in condizioni di microgravità e la possibilità di produrre cibo nello spazio in maniera autonoma.

La specie fatta crescere nel “Veggie plant growth facility“, all’interno della Stazione spaziale internazionale è una Zinnia, scelta dagli scienziati per la sua sensibilità alle condizioni ambientali e alla luce. L’astronauta Scott Kelly ha incontrato non pochi ostacoli nella coltivazione di questi fiori. A dicembre 2015 la situazione sembrava critica, le zinnie stavano morendo. Con uno strappo al protocollo, la Nasa ha accordato a Kelly il permesso di operare in autonomia per trovare una soluzione al problema dell’irrigazione. Così è sbocciato il primo spaceflower. Il successo con le zinnie, resistenti esponenti della famiglia delle Astaraceae, originarie delle zone aride del Messico, apre la possibilità di provare a coltivare altre piante nello stesso ambiente a microgravità. Nel calendario degli astronauti, per l’anno prossimo, c’è l’intenzione di coltivare pomodori.

Lo scorso novembre gli astronauti americani Kjell Lindgreen e Scott Kelly hanno piantato i semi di zinnie nella serra in cui l’anno scorso è cresciuta la prima lattuga (lattuga rossa romana) poi mangiata direttamente dagli inquilini dell’Iss. Già nel 2011 lo stesso astronauta italiano Paolo Nespoli era riuscito a far crescere della lattuga sull’Iss, ma per lui nessuna insalata nello spazio perché si preferì riportare quelle primizie a terra per studiarle. Del resto l’Italia, grazie all’Asi, è all’avanguardia in questo settore con il coordinamento nazionale IBIS (Italian Bio-regenerativeSystems).

Aggiungi un commento!