I programmi di Barbara D’Urso “assolti”: si tratta di infotainment

La maggior parte dei giornalisti italiani, in particolare per chi segue “deontologicamente” questo mestiere, avrà da ridire in merito alla sentenza emessa dal Gip del Tribunale di Monza che ha archiviato l’accusa avanzata dal Presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, alla signora del salotto di “Pomeriggio Live” su Canale 5, Barbara D’Urso.

Barbara D'Urso assolta

Il Tribunale ha infatti definito l’attività della conduttrice partenopea come attività di infotainment (informazione e intrattenimento) e pare che in questi rientrino anche i casi di cronaca nera che Barbara D’Urso tratta quotidianamente, rigettando così l’accusa di “esercizio abusivo della professione giornalistica intentata contro contro di lei in quanto non iscritta all’Ordine dei Giornalisti. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, Walter Mapelli, in ragione “della tutela dei diritti fondamentali, quali quello di libertà di manifestazione del pensiero“. Classificato il suo programma come attività di intrattenimento si è tenuto anche a precisare che la conduttrice è guidata da una redazione di giornalisti professionisti.

Per Mediaset questa è una grande soddisfazione e in una nota ha dichiarato: “per la decisione relativa a un proprio programma e a una capace conduttrice”, segnala il “rilevante precedente giuridico che costituisce un punto fermo nel diritto della libera manifestazione del pensiero. A tutela di chiunque operi nel mondo mediatico e più in generale per tutti i cittadini”.

Tuttavia ricordiamo che fu contestato a Barbara D’Urso il modo di trattare i casi di cronaca, a volte con eccessiva tragicità, poco zelo. La rete in un periodo le si rivoltò contro per le sue “faccine” in merito a casi di cronaca nazionali. Ma pare che la causa non abbia approfondito questi “piccoli” dettagli.

Aggiungi un commento!