Caso Roberta Ragusa: testimonianze che fanno riaprire il processo

Gli uomini a letto parlano, si confidano, e quella sera lo ha fatto anche Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, la mamma di Gello di San Giuliano, Pisa, scomparsa tra il 13 e 14 gennaio 2012 per non far più ritorno.

Caso Roberta Ragusa, testimonianza di una prostituta

Nel 2012 i figli della donna erano minorenni, uno dei quali, da poco, ha raggiunto la maggiore età. Purtroppo le indagini sulla sua scomparsa non hanno mai seguito una pista ben definita anche se gli unici sospetti sulla sua sparizione sono sempre ricaduti sul marito, che in men che non si dica ha accolto in casa sua la sua amante, Sara Calzolaio, che ha preso in tutto e per tutto il posto di Roberta in casa, anche come mamma dei suoi figli.

Tra le varie testimonianze dei vicini, che hanno cercato di ricostruire insieme agli inquirenti ciò che accadde durante la notte in cui la donna scomparve, c’è anche un’altra testimonianza raccolta durante le indagini e che potrebbe essere importantissima per il processo contro il marito di Roberta, Antonio Logli. Una testimonianza che racchiude il presunto movente che avrebbe spinto il marito di far scomparire la moglie.

Pare che poco prima della scomparsa della mamma di Gello, il marito, Logli, avrebbe consumato un rapporto intimo con una prostituta che lo avrebbe ricevuto nel suo appartamento. A riportare stralci di questa confessione è il settimanale Giallo. “Se mi separo sono rovinato” avrebbe confessato l’uomo alla prostituta:

Nel periodo compreso tra i mesi di giugno e settembre del 2011 mi prostituivo a Pisa all’interno di un appartamento. Ricordo che una sera, proprio dopo cena, ricevetti un cliente che non era mai venuto con me prima di allora. Era un uomo dall’apparente età di 45 anni, capelli brizzolati corti, corporatura magra, altezza oltre il metro e 75. Quel cliente mi chiamò minimo due volte

Questa è la testimonianza della donna quando descrive Antonio Logli, che riconoscendolo probabilmente dalle immagine mandate in onda quando i media si sono interessati al caso, ha deciso di aiutare le indagini in base a quanto sapeva.

Prosegue la prostitua, nella sua testimonianza, e fa gelare il sangue perché calza a pennello con il movente che avrebbe potuto spingere, un qualsiasi marito, ad uccidere la propria moglie per sbarazzarsene senza strascichi economici:

Quando entrò nell’appartamento, mi dette l’impressione di una persona educata. Come da prassi in quelle situazioni, avemmo un rapporto sessuale, al termine del quale, dopo essersi rivestito, non si comportò come i normali clienti. Dopo appunto essersi rivestito, si mise a sedere sul letto con atteggiamento dimesso, mi resi conto che qualcosa non andava o che comunque aveva voglia di parlare e quindi gli domandai se aveva dei problemi. Mi rispose che era stressato dalla sua situazione familiare, mi raccontò di essere sposato con una donna molto bella ma che da parecchi anni aveva una relazione con una ragazza molto più giovane di lui della quale era innamoratissimo

Cinzia T., 53 anni, ad un certo punto gli avrebbe anche chiesto perché non si separasse visto che amava così tanto un’altra donna:

Lui mi rispose che la separazione gli avrebbe procurato una serie di problemi, mi disse che quando ci si separa ci sono poi i mantenimenti dei figli da pagare, aggiungendo che tutto sarebbe andato in rovina. Il suo accento ricadeva sull’aspetto economico della separazione, piuttosto che su quello familiare

Dunque una confessione che si è lasciato andare a letto che potrebbe incastrarlo. Un passo falso in quello che sembra essere un delitto perfetto. Grazie a questa testimonianza Antonio Logli dovrà presentarsi di fronte al giudice Elsa Iadaresta, stabilendo se l’uomo dovrà affrontare o meno un nuovo processo.

Tuttavia questo non è l’unico e rilevante elemento che farebbero andare avanti le indagini e riaprire il processo. Il giornalista Fabrizio Peronaci aggiorna assiduamente il suo profilo Facebook con informazioni molto interessanti e che sono legati a questo caso.

Dopo aver parlato dei “tre oggetti prova” che avrebbero consentito di dare una svolta alle indagini, intitola un suo post “Luigi Murò, la forza e il coraggio di un testimone risolutivo. Quel tentativo di infiltrarsi in casa Logli“. Di seguito il post in cui Peronaci parla di importanti elementi forniti da Murò per l’eventuale processo sull’omicidio di Roberta Ragusa.

Intanto c’è da dire una cosa… non vogliamo essere paranoici, ma dopo un’accurata osservazione abbiano notato che il nome di Roberta Ragusa è scomparso nei suggests di google. Avete presente le parole in auto completamento quando vengono digitate all’interno del motore di ricerca? Prova a scrivere Roberta Ragusa o semplicemente Roberta, è un nome che sembra essere filtrato sia se si è loggati con un proprio account gmail e sia se si effettua una navigazione in modalità incognito. Tuttavia abbiamo anche verificato, attraverso un altro tool di google, che si chiama Google KeyWords, se il motivo fosse nel fatto che gli internauti italiani non fossero interessati al caso. Ma non è così, dalla media di ricerca mensili risulta che la parola chiave “Roberta Ragusa” viene ricercata circa 20mila volte al mese; in questo link il grafico.

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