Bari, l’Apocalisse: strage sul binario unico, 23 le vittime

23 il numero di vittime, 50 e più quello dei feriti. Un groviglio di corpi e lamiere. Resti dei cadaveri dei pendolari e degli studenti trovati sparsi ovunque, anche sotto agli ulivi. L’incidente ferroviario avvenuto ieri a Bari, sul binario unico della tratta tra Andria e Corato è una vera apocalisse.

Incidente ferroviario a Bari, 23 vittime

Due treni, di dimensione piccola, viaggiano a 100 km all’ora. Uno di loro in perfetto orario, l’altro in ritardo. L’impatto è stato violentissimo. Gli occhi dei macchinisti che si incrociano e che non hanno avuto nemmeno il tempo di frenare. I due vagoni locomotiva si sono annientati. Quello che veniva da Corato è scomparso con l’altro che veniva da Andria.

Sotto il sole caldo della Murgia si è consumata una tragedia immane. Ma la colpa di chi è? Forse del fatto che nel 2000 esiste in Italia ancora il binario unico? Come ha funzionato in tutti questi anni il traffico su quell’unico, maledetto, binario? Non ci sono controlli automatici come tutti hanno pensato in un primo momento.

Incidente ferroviario a Bari, il traffico sul binario unico

Ad avvertire i conducenti dei treni è una telefonata che dà il via libera. Alle stazioni di Andria e Corato, i rispettivi treni, si sono fermati per far scendere e salire i passeggeri. A quel punto per procedere sul binario unico una delle stazioni chiama l’altra per avvertirla della presenza del treno e uno dei due aspetta che il binario si liberi prima di partire. Sembra un sistema vecchio di secoli, ma secondo la Ferrotramviaria è un sistema di cui si avvale tutto il mondo.

Un sistema che ha sempre funzionato tranne ieri. Una telefonata che apparentemente non è arrivata e in un attimo, in 10 km, due treni si sono scontrati ad una velocità pazzesca uscendo entrambi dai binari e scaraventando via tutto quello che poteva essere scaraventato.

Uno dei Vigili del Fuoco per prestare soccorso ha dichiarato: “Non avevo mai visto nulla del genere, è stata una scena da brividi“. Per ore e ore i soccorritori tagliano le lamiere per cercare di estrarre sopravvissuti e vittime. Giungono sul luogo anche le 23 bare, una di fianco all’altra, per ospitare i corpi di pendolari e studenti che hanno perso la vita.

Tuttavia non si può ancora parlare di un numero preciso. C’è chi è salito con un biglietto giornaliero, chi con abbonamento, e la contabilità dei biglietti non è come quella degli aerei. Ci sono sicuramente tra le vittime, professori, studenti, e anche turisti visto che il treno ferma a Bari e poi c’è chi va a visitare Castel del Monte.

L’operazione di salvataggio finisce intorno alle 17:00. Per cercare altre tracce di vita i soccorritori rientrano nei treni e chiedono la prova del silenzio, un doloroso silenzio visto che nessuno sembra essere in vita. Arrivano poi le unità cinofile ancora alla ricerca di vita, ma niente.

Sul luogo alle 20:00 è arrivato il premier Matteo Renzi e molti altri politici. Intanto l’azienda ferroviaria ha già avviato un’inchiesta interna. I dipendenti sono stati interrogati per capire cosa è andato storto e sequestrato tutti i fonogrammi e registrazioni telefoniche per individuare l’errore o la negligenza che ha provocato una tragedia simile.

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