La La Land: in una scena i due protagonisti volano, volano danzando con i propri sogni. Ma “La La Land” è anche un film che ci riporta con i piedi per terra. Realizzare un sogno non solo è difficile, ma anche sognarlo lo è e ci ricorda come dopo aver volato si può cadere.

"La La Land": quando un grande sogno richiede il più grande dei sacrifici

Ci ricorda quanto costa realizzarli questi sogni, e quando si tratta di grandi sogni si parla di grandi sacrifici, il prezzo più alto da pagare spesso, come in questo caso, è quello del vero amore, quello con la “A” maiuscola, che anche se decidi di allontanarlo per sempre, rimarrà impresso nel tuo cuore in eterno, e non come un’ombra in lontananza, lui c’è, lo ignori, fai finta di non avvertirlo, ma è al tuo fianco ogni giorno della tua vita, passo dopo passo, come il vento che inevitabilmente ti sfiora e scompiglia i capelli.

Ambientato in una Los Angels di altri tempi, più pulita e genuina, dove si recavano le giovani sognatrici per realizzare i propri desideri, senza la paura di venire stuprate o uccise, il regista ci propone un ritratto quasi immacolato del mondo della musica, del cinema e del pulito jazz a L.A.

La trama calca la mano su quanto sia inevitabile per alcune persone seguire le proprie passioni, quelle stesse passioni che alle volte possono diventare nemiche dei sentimenti, e forse per questo che la pellicola di un giovanissimo regista americano, il 32enne Damine Chazelle, ha fatto incetta di Golden Globe (7 statuette); forse anche merito di una coppia di attori già consolidata in diversi lungometraggi: appunto Ryan Gosling ed Emma Stone, lei già premio Oscar.

Questo film è un continuo alternarsi di emozioni, ti trascina, ti commuove, è facile innamorarsi di Sebastian (Ryan Gosling) e le sue lezioni di jazz; la musica è un vortice e ti fa sentire leggero tanto quanto i due protagonisti che leggeri sui piedi si muovono a passo di tip tap lungo la Mulholland Drive con le sue meravigliose luci a perdita d’occhio.

La La Land ci parla direttamente al cuore. Felici e malinconici allo stesso tempo? Come si può? In questo film non si sogna soltanto, il regista ci tiene legati alla realtà, quella dei sogni, quella in cui ti svegli ogni mattina e il primo pensiero che ti balza alla mente è proprio lui, il tuo sogno. Poi si cresce, per forza si cresce, ma il sogno non muta. Lo affronti diversamente ma se ci credi veramente, in qualche modo riesci a realizzarlo. Con maturità, non più con quello slancio di onnipotenza che caratterizza i giovani. Continua a bruciare, più lentamente ma brucia e alla fine divampa e quando nel corso degli anni quell’incendio diventa una fiammella, uno scintillio, vedrai che non smetterà più di ardere e brillare, resterà vivo nel tuo cuore, come il vero amore, quello che ti fa sentire sollevato da terra quasi a danzare su una nuvola, proprio come accade a Sebastian e Mia.

Questo film, come ha raccontato anche il regista in molte interviste, non poteva non essere ambientato nella città degli Angeli, qui dove i sogni, le speranze, le difficolta, i compromessi e i fallimenti si intrecciano di continuo. Nonostante sia dedicato alla L.A. degli anni ’30, ’40 e ’50, la storia è attualissima, la precarietà esistenziale e del lavoro che coinvolge sempre l’amore, nel bene o nel male.

Fred Astaire e Ginger Rogers, erano due professionisti, due cantanti e ballerini professionisti. Il loro era un mondo perfetto. Quel tipo di musical era un mondo perfetto. Quello di Gosling e Stone, o Seb e Mia, non lo è. Loro non sono professionisti eppure sono riusciti a trasmettere un messaggio molto importante: sarà dunque compito dello spettatore coglierne il senso o interpretarlo e farlo suo a modo proprio. I sogni avvicinano e separano le persone. E alle volte è meglio se quell’amore che condivideva lo stesso sogno resti un ricordo o accettare la consapevolezza che proprio quell’amore, e quel sogno comune, ci abbia fatto diventare quello che poi sono diventi Seb e Mia?

La malinconia ti scivola accanto, la accetti, perché è questa la vita; come accetti quell’amore, che tuttavia in qualche forma rimane, o rimane quel che ti ha fatto diventare. Un messaggio profondo quello di Seb e Mia che in uno sguardo, alla fine del film, rivivono tutte quelle emozioni che nulla potrà mai cancellare, un nuovo amore, un nuovo inizio o qualsiasi cosa che non potrà mai essere paragonato a quegli attimi di vita che hanno condiviso. E se proprio non riuscite a cogliere il messaggio profondo di questo musical (cosa quasi impossibile) vi assicuro che ne apprezzerete l’energia, i colori e soprattutto la musica che sembra quasi un codice segreto tra i due protagonisti, quelle canzoni che rendono unica una coppia e che solo loro conoscono. Ma alla fine… “City of Stars…

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