È arrivata alla quarta stagione. Un prodotto Netflix che raggiunge sempre più fan. “Black Mirror” è la serie tv britannica che critica le nuove tecnologie. Il titolo, “Specchio Nero”, indica lo schermo nero della tv, dei pc e degli smartphone e nei quali rischiamo di cadere.

Black Mirror, la serie tv che mostra quanto siamo prede e schiavi della tecnologia

In un mondo che diventa sempre più tecnologico, dove 3,4 miliardi di persone hanno accesso ad internet, aumenta il rischio di non restare umani. Colpa del web? Colpa dei social network che sfruttano le nostre debolezze psicologiche? Sì, ma fino ad un certo punto. Siamo esseri pensanti dotati di libero arbitrio e una scelta c’è sempre. Possiamo scegliere di non farci triturare da un sistema che reclama sempre di più il nostro tempo.

E non abbiamo più il tempo per nulla, nemmeno per una relazione decente, e questo dipende da noi, unicamente da noi! Papa Francesco, nelle sue omelie, lo ricorda ogni volta e basta essere un po’ svegli per rendersene conto. Non abbiamo bisogno del parere di uno psicologo per stabilire che il virtuale ci fa perdere il senso della tenerezza, della pietà, compassione e stupore.

Vi sembrano discorsi dell’ovvietà? Ok, lo sono! e proprio perché lo percepiamo come un concetto ovvio che non riusciamo a dimenticare il cellulare e a staccare lo sguardo da mail e social. Vivere le relazioni in maniera unicamente virtuale ci fa perdere di vista e ci allontana da quelle reali. Spegnere lo smartphone sembra diventato un lusso o, addirittura, la forza di pochi. Quella forza che risiede in tutti ma che solo qualcuno è in grado di accettare. Perché accettare la propria forza significa avere il coraggio di vivere nel “vuoto”. Quel vuoto che proviamo quando chiudiamo i nostri cellulari ma che ci fa incontrare con nei stessi e con gli altri.

La serie tv “Black Mirror” sottolinea proprio questo: essere schiavi del web dipende da noi. Gestire il rapporto con la rete non è infatti l’unico problema. Se ci perdiamo e perché lo facciamo indipendentemente dal web. La qualità delle nostre comunicazioni, ad esempio, con i nostri amici, dipende dall’attenzione che siamo in grado di dargli. Restare sempre connessi su WhatsApp, in ogni momento, ci fa credere di non perdere mai di vista una persona. È lì, on line, la sentiamo quasi vicina. Ma non è così. È bello godere anche della prossimità fisica della persona che amiamo. Condividere tutte le emozioni attraverso la tecnologia non è la scelta migliore. Bisogna sapere aspettare e condividerle concretamente, non solo virtualmente a meno che le distanze geografiche proprio non lo consentono.

Il web offre comunque molteplici potenzialità per la nostra espressione psichica, creativa e molto altro ancora, che condannarla sarebbe un reato. È dunque inadatto l’uso che ne facciamo. La possibilità di creare contatti e ampliare la nostre conoscenze e ad aprirci di più al mondo è una cosa meravigliosa. Internet è uno strumento che ci permette di aumentare anche le nostre possibilità di relazioni. Personalmente alcune delle mie amiche che hanno conosciuto il proprio partner sul web, oggi, godono di una serena stabilità emotiva e questo può essere un aspetto positivo, sempre se il “pacchetto tech” venga utilizzato in maniera che non ci renda preda di noi stesse e degli strumenti che virtualmente mettono in contatto le persone.

Dunque siamo noi a decidere come utilizzare questi strumenti. Non diamo colpa ai social network o agli smartphone se stiamo sempre con il naso all’ingiù, ovunque. Sulla fermata del tram invece di scambiare quattro chiacchiere con altre persone ci lasciamo prendere dalla mania dello scroll su Facebook, ammazzando così il tempo di attesa dell’arrivo nostro mezzo. Chi chatta, chi lavora, chi gioca, chi acquista, siamo assuefatti da questa tecnologia.

E ad ogni modo l’unica verità è che i social network ci hanno sottratto ad un’altra delle nostre paure più grandi: restare da soli con noi stessi. Invece di affrontarci faccia a faccia ed esaminare il vuoto che abbiamo dentro, preferiamo rispondere ad una mail o ai nostri amici su Fb, come se mostrare la nostra umanità con un gesto concreto ci renda dei mostri. Ma veri mostri lo siamo quando ci lasciamo divorare da questa tecnologia non riuscendo a gestire il nostro tempo tra il fare o il non fare o magari decidere di dedicarlo alle persone che amiamo veramente.

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