Una sostanziale novità in busta paga a partire dal 10 luglio. Il TFR non verrà più distribuito ai lavoratori a fine mese ma verrà accumulato in azienda ritornando così alla disciplina ordinaria dell’articolo 2120 del Codice Civile:

Ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Dunque addio al rateo mensile del TFR in busta paga. Il corrispettivo da versare al lavoratore a fine rapporto di lavoro può essere accantonato in diverse modalità:

  • all’interno dell’azienda;
  • al Fondo di Tesoreria INPS;
  • oppure, ad una forma pensionistica complementare di destinazione.
Tfr lascia la busta paga: stop all'anticipo si torna indietro
TFR, addio alla busta paga

L’esperimento introdotto dall’ex premier, Matteo Renzi, nel 2015 verrà dunque dimesso. Tuttavia non molti lavoratori vi avevano aderito a causa della tassazione ordinaria, talvolta pesante, alla quale veniva sottoposto il TFR in busta paga. Il TFR liquidato al termine del rapporto di lavoro che beneficia di una tassazione separata.

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