UN VOTO SIGNIFICATIVO

Nella giornata di ieri si sono concluse le elezioni amministrative. Anche i ballottaggi hanno dato il loro verdetto aggiungendosi ai risultati del primo turno di due settimane fa. Si può ragionevolmente concludere che la partita è stata vinta dal centro-sinistra che ha dato una sonora batosta a Berlusconi e compagni. Il cavaliere ha dovuto assistere alla conferma di molti comuni "rossi" e al cambio di casacca di altri che erano governadi dal Pdl.

Caso emblematico quello di Milano. Nella capitale morale d'Italia, come i milanesi amano definirsi, ha vinto il candidato comunista Pisapia ai danni del sindaco uscente Letizia Moratti determinando in via ufficiale la crisi del Pdl e del Governo. Poi Napoli. Una città disastrata da Bassolino, e centro-sinistra tutto, sarebbe dovuta facilmente cadere nelle mani avversarie. Eppure… il Pdl ha perso anche lì. Ha perso presentando un candidato inadeguato e privo di qualsiasi appeal, Gianni Lettieri. Da sottolineare però che nel capoluogo campano anche la sinistra ha ricevuto uno schiaffone. Il candidato del Pd non ha raggiunto neanche il minimo risultato del ballottaggio, scavalcato da de Magistris che si è poi giocato la partita con Lettieri in un confronto che non ha avuto battaglia. Il candidato dell'Idv ha stravinto con il 65% di preferenze.

Lo scenario che si profila non può non tener conto del contesto europeo in cui si inserisce. Anche in Germania e Spagna le maggioranze di governo hanno subito importanti sconfitte. Certamente la avverse condizioni globali hanno giocato un ruolo fondamentale. Crisi economica e nuove aspettative dei cittadini mal risposte dagli attuali governi sono state decisive.

In Germania è stato determinante il tema energetico, la crescente avversione per il nucleare ha premiato i i Verdi e punito Angela Merkel che aveva una posizione sin troppo "attendista". Dopo la batosta la cancelliera tedesca è corsa ai ripari, è di ieri la notizia che la Germania chiuderà tutti gli impianti nucleari entro il 2022.

In Spagna invece economia e lavoro sono stati i temi portanti della campagna elettorale che ha sancito la sconfitta di Zapatero in città importanti come Siviglia e soprattutto Barcellona dove il Psoe governava da decenni. L'alto tasso di disoccupazione e la crisi economica non sono stati affrontati dal governo socialista con la fermezza necessaria, avendo improntato la propria politica sul cavallo di battaglia dei diritti civili e tralasciando forse importanti riforme strutturali di cui la Spagna aveva bisogno.

In Italia la musica non cambia di molto, crisi economica e precarietà del lavoro hanno inciso significativamente sul malumore popolare verso il Governo. A questo si aggiunge certamente la cattiva organizzazione di mezzi e di uomini del Pdl in molte realtà del paese. Si apre una nuova stagione, una stagione di riflessione e di riforma interna è pressocchè indispensabile per la coalizione del Premier così come il centro-sinistra deve rinnovarsi e riproporsi come alternativa solida e credibile e non come passiva transizione e impreparata opposizione. Il voto li ha premiati, ha dato loro un mandato di fiducia basato più sulla speranza che su di un valido "curriculum" cui poter fare affidamento.

La speranza è che queste occasioni servano alla politica per trovare nuova linfa vitale e proporsi ai cittadini con rinnovata credibilità. Attendaimo ora il necessario tempo di transizione della sbornia post-elettorale per i vincitori e della malinconica depressione per gli sconfitti e poi bisogna ripartire. L'Europa ha bisogno di governi forti e politiche condivise, la partita di questi anni ruota attorno alla costruzione di un'unità europea ancora troppo lontana.

Umberto Salvatore