L’inchiesta P4: intercettazioni, non c’è rilevanza penale

L'opinione del Guardasigilli è condivisa anche da D'Alema

 

Questo argomento ormai invade le pagine di tutti i quotidiani. Al centro della vicenda il premier Silvio Berlusconi, attualmente impegnato nel Consiglio europeo a Bruxelles. Al suo ritorno nella città capitolina dovrà sostenere una riunione con il Guardasigilli Angelino Alfano, il consulente giuridico Niccolo Ghedini e capigruppo di Camera e Senato  per decidere sul da farsi.

 

Ovviamente il ministro Alfano interviene dichiarando che le intercettazioni lette sui girnali saranno pur divertenti ma non penalmente rilevanti e non sono gratis al sistema visto che il debito stimato nei confronti delle ditte e operatori telefonici  è pari a un miliardo di euro. Tutto in polemica con i Pm di Napoli e incalza dichiarando che queste intercettazioni non sono state utilizzate nemmeno per la richiesta della custodia cautelare. Bisogna quindi, per Alfano, avere più purdenza relativamente alle persone coinvolte, svelandone i particolari della vita privata. Quindi le intecettazioni dovrebbero essere consentite solo per informazioni davvero rilevanti.

 

A tal punto interviene anche D'Alema dicendo che fu il precedente governo Prodi a proporre un disegno di legge che conteneva una soluzione equilibrata con riservatezza senza penalizzare l'inchiesta. Ma adesso è comunque inopportuno pensare ad un decreto legge apposito. Anche Fini conviene con D'Alema.

 

Quindi la soluzione quale potrebbe essere? Già un decreto legge in merito è stato licenziato tempo fa… imponeva di pubblicare solo per riassunto gli atti di processo con multe salatisseme per giornali e quotidiani trasgressori. Allora si parlò di "legge bavaglio"… si sa i giornali di 'partes' avrebbero pubblicato un riassunto personalizzato e non conforme alla realtà dei fatti.