Napoli distrutte due coppe di ossidiana al Museo Archeologico Nazionale

NAPOLI – Due preziose coppe di ossidiana di epoca tolemaica, sono crollate all’interno della vetrina che le custodiva nella sala dei mosaici del Museo Archeologico Nazionale. I due pezzi provengono dall’Egitto e sono stati realizzati all’epoca di Alessandro Magno, erano stati acquistati da una agiatissima famiglia romana che viveva nella villa San Marco di Castellammare, dove sono state ritrovate nel 1954.

Le due coppe erano in mostra sopra una mensola di vetro all’interno di una vetrina, quando improvvisamente la mensola ha ceduto facendo cadere i reperti su un sottostante tavolino in mosaico. Per l’impatto le coppe sono andate in mille pezzi. Il restauro è partito prontamente ma questi oggetti non potranno mai tornare al loro antico splendore.

L’episodio risale a domenica scorsa verso le dieci del mattino, ma è stato tenuto riservato nel tentativo di evitare le polemiche. Nel museo in quel momento non era prevista la presenza di un responsabile, così dopo aver avvisato i vertici della struttura, i dipendenti si sono limitati a coprire la vetrina con un telo.

Ancora non si conoscono le cause del cedimento, ma probabilmente si tratta di una serie di eventi a catena che hanno generato il crollo. Il primo dei problemi è la serie di vibrazioni prodotte dal frequente passaggio dei bus turistici, dei camion, e della linea 1 e 2 della metropolitana che scorre proprio sotto alla struttura. Ma le vibrazioni dei mezzi di trasporto, da sole, non avrebbero potuto produrre il crollo, quindi altre concause potrebbero essere anche la maniera in cui è stata realizzata la vetrina e la solidità dei sostegni della mensola. Tra le ipotesi vagliate, si pensa che si tratti di un banale cedimento di una struttura già utilizzata in passato per altri scopi.

C’è anche chi sostiene che in quel momento nella sala ci fosse un gruppo di ragazzini che avrebbe potuto urtare la vetrina. Molte di queste ipotesi sono difficili da verificare visto che la zona dove si trovavano le coppe non è coperta dal sistema di telesorveglianza interno. Una sola certezza proviene dall’interno del museo: su quel che è accaduto non esistono colpe del personale che si trovava al lavoro al momento del crollo. Resta il fatto che questo accaduto è un danno inestimabile sia a livello economico, sia per la cultura.