Caserta: violenze su due bambine. Arrestati padre, zio, sorella ed ex fidanzato

Durante la notte di Venerdì e Sabato, la Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere ed una agli arresti domiciliari emesse dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito delle pesanti condanne inflitte ieri sera per alcuni gravissimi episodi di violenza sessuale consumati nel 2007 in danno di due bambine minori di Gricignano d'Aversa.

 

Rimaste prematuramente orfane di madre, le due ragazzine di 10 e 15 anni diventano vittime dei propri familiari. In diverse circostanze padre, zio, sorella, ed ex compagno di questa costringono le minorenni a rapporti sessuali completi.

 

Le violenze cominciano nel 2007, e le indagini sono state condotte dalla Sezione Reati sessuali e contro minori dalla Squadra Mobile di Caserta, a seguito di una segnalazione dei servizi sociali, e da una coppia a cui era stata affidata al più piccola che nel 2007, per la situazione precaria del nucleo familiare, viveva in condizioni di degrado e di ristrettezze materiali, al punto che la bambina versava in uno stato di grave denutrimento tanto da pesare solo 24 chili. Tutto ciò ha portato all'arresto dei quattro componenti della famiglia, accusati di percosse e abusi sessuali. La pena varia dai 12 a 16 anni di carcere.

 

Ovviamente la bambina rivelava non solo le vesaszioni morali ed i maltrattamenti fisici cui erano state sottoposte, ma anche gli abituali abusi sessuali a cui erano costrette. Secondo le indagini, P.V. costringeva le figlie, prima di violentarle, a guardare film pornografici, o ad assistere ai suoi rapporti con la convivente di allora, mentre lo zio, per i rapporti consumati con le nipoti, gli corrispondeva delle piccole somme di denaro.

 

Inoltre, il Padre seviziava le figlie con le sigarette, infatti entrambe le bambine riportano cicatrici da ustioni sugli arti.

 

La sentenza: 16 anni di reclusione a P.V., 13 anni a P.A., 12 anni ad O.F. ed 8 anni di reclusione a P.F. 


Le misure cautelare restrittiva in carcere e agli arresti domiciliare per la donna, sono state emesse a causa del pericolo di fuga, che è stato tentato comunque dallo zio, cercando inutilmente di nascondersi sulla tettoia uscendo dalla finestra, ma è stato facilmente bloccato dai poliziotti che avevano circondato la sua abitazione