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lunedì, Settembre 20, 2021

E’ vero: le patatine fritte come una droga

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L'impulso a non smettere di mangiarle deriva da sostanze, interne all'intestino, simili alla marijuana. 

 

 

Il mistero è presto svelato… perché una patatina tira l'altra come una droga? Da alcuni studi recentemente condotti dall'University of California ad Irvine, ci spiega il fenomeno al quale è impossibile resistere se non cedere nemmeno alla prima: a rendere così irresistibile i cibi ipercalorici sarebbe un meccanismo chimico che si attiva già a partire da quando diamo il primo morso: infatti, facendo assaggiare ai topi alimenti particolarmente grassi, gli studiosi hanno costatato che nell'immediato il tratto di intestino denominato tenue inizia a produrre endocannabinoidi i quali attivano altre cellule che, attraverso sostanze chimiche danno il via al "desiderio insaziabile" di patatine (è il caso pubblicato sulla rivista Pnas, ma il fenomeno si manifesta in qualsiasi cibi con un'alta concentrazione di grassi).

 

Gli scienziati hanno osservato che zuccheri e proteine non hanno il medesimo effetto, dunque, non producono endocannabinoidi: sostanze mediatrici, queste, che legano con gli stessi recettori con cui interagiscono con le proprietà della marijuana e, dunque, responsabili, di quell’impulso assolutamente incontrollabile a non fermarsi più; un impulso le cui “colpe”, dunque, non sono da addebitare ai carboidrati come spesso si è creduto. Cibi della tipologia delle care patatine fritte rischiano di diventare seriamente delle droghe, dal momento che sfruttano le medesime vie neuronali che attivano i meccanismi di dipendenza dagli stupefacenti.

 

Daniele Piomelli, che ha diretto la ricerca con i collaboratori dell’università statunitense, ha sottolineato come tale scoperta potrà rivelarsi utile proprio per cercare di limitare questo fenomeno (ricordiamoci che nei paesi occidentali l’obesità è già un problema molto presente e grave): farmaci in grado di inibire i recettori degli endocannabinoidi, infatti, potrebbero venire incontro a persone che soffrono di patologie legate ad una alimentazione sbagliata, aiutando loro a resistere dinanzi a quel richiamo a cui è così difficile dire di no. 

 

fonti: lascienze

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