Pablo a Pisa: Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso

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Pisa   Palazzo Blu porta in mostra 200 opere di Picasso. I visitatori potranno assistere alle opere dell’artista spagnolo, realizzate nei vari stili e linguaggi nei quali “Pablo” si è cimentato e che lo hanno consacrato come uno dei maestri indiscussi del ‘900. Una mostra nata dalla collaborazione di Palazzo Blu con il Museo Picasso di Barcellona, il Museo Picasso di Malaga e il Museo Picasso di Antibes. La mostra di Picasso, dal titolo “Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso” fa parte di un progetto più ampio della fondazione Palazzo Blu: come riporta il sito della fondazione “Sarà inaugurata venerdì 14 ottobre 2011 la terza grande mostra del ciclo dedicato ai grandi maestri del secolo scorso le cui radici culturali affondano sulle sponde del Mediterraneo”.

 

Buona iniziativa quella della fondazione che cerca di attirare il pubblico verso la conoscenza dell’arte contemporanea, sempre più un luogo occulto per i non addetti ai lavori. La fondazione infatti  propone i maestri e gli iniziatori di quello che è stato un ( o meglio “il”) cambiamento nel mondo dell’arte, ossia coloro che attraverso riflessioni e confronti che hanno portato, la maggior parte degli artisti seguenti, a riflettere sul significato dell’arte stessa condizionandone tutto il suo seguito. Ricordiamo infatti le due precedenti mostre proposte da Palazzo Blu: esposizioni delle opere di Chagall prima e Mirò poi.

 

Quello che ci auguriamo è che l’intento primario della fondazione sia appunto il sopracitato, ossia educare il pubblico all’arte contemporanea, e non sfruttare quindi i grandi nomi solo per aumentare il proprio prestigio.  Anzi diremo di più. Lanciamo una proposta alla fondazione: non varrebbe la pena di affiancare a questi grandi autori anche artisti minori che hanno subito direttamente o indirettamente l’influenza di questi grandi maestri o che hanno contribuito alla riuscita di questi grandi artisti, ad esempio nel caso di Picasso si potrebbe proporre qualche opera di alcuni pittori vicini allo spagnolo, come Juan Gris, che in parte collaborò non poco allo sviluppo del cubismo? Portando quindi gli stessi in una dimensione un po’ più storica piuttosto che mostrarli, come è d’abitudine, come figure al di sopra di tutto e tutti (il titolo della mostra non certo aiuta) per inserirli a pieno nel loro tempo.

 

La nostra è un proposta e nient’altro, nessuna critica e nessuna presa di posizione. Solo proposte costruttive con la speranza di migliorare questo settore oramai in crisi.

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