Richiesta di arresto per Salvatore Parolisi

Richiesta di misura cautelare in carcere emessa nei confronti di Salvatore Parolisi, marito ed unico indagato per l’omicidio volontario aggravato di Melania Rea.

La notizia di richiesta di arresto per il presunto assassinio, è stata depositata solo questa mattina, ma era nell’aria da giorni. La decisione presa dalla Procura deriva da tutti gli accertamenti che si sono presentati man mano sul tavolo dei magistrati.

Siamo sicuri del nostro lavoro – ha ribadito il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alessandro Patrizio – e abbiamo fotografato la situazione a Colle San Marco“. Il riferimento è alla presenza di Melania Rea sul pianoro ascolano il giorno dell’omicidio. La circostanza è testimoniata solo da Salvatore; la donna quindi sarebbe stata portata direttamente, o si sarebbe recata di sua volontà, nella pineta del Teramano in cui è stata trovata morta accoltellata.

Per gli inquirenti poi è molto importante, ai fini della decisione, il comportamento strano del caporal quando il 19 aprile, il giorno stesso delle scomparsa di Melania, cancella il suo profilo facebook, dove interagiva con Ludovica P. (la soldatessa con la quale aveva una relazione), oltre al cellulare di cui se n’è subito sbarazzato.

Ma sono ancora altre le prove che lo inchioderebbero:

Come l’esito dei tabulati telefonici, in quanto sia quello di Parolisi che di sua moglie Melania erano agganciati alla cella di RIpe di Civitella alle 14,53 quando cioè la vicina di casa e amica di Melania, Sonia Viviani, la chiama sul cellulare senza ottenere risposta. Una prova che smentisce tutto quanto dichiarato da Salvatore, che ha sempre negato di essere stato sul luogo dove è stato rinvenuto il cadavere di Melania.

Secondo i dati dell’autopsia l’omicidio si sarebbe consumato tra le 13,40 e 15,40 e confermano il luogo del delitto, cioè RIpe di Civitella, e questo pezzo del puzzle potrebbe far spostare l’intero fascicolo d’inchiesta dalla Procura di Ascoli o quella di Teramo.

Ma la situazione di Parolisi è aggravata anche da una trentina di testimonianze che affermano di non averlo visto prima delle 15,20 a Colle San Marco, dove dice di essersi recato insieme alla moglie. Per gli investigatori, questi sono dati molto affidabili pari al 99,9%.

Intanto i legali di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, chiedono un’ispezione sulla fuga di notizie.

Questa fuga di notizie – dichiarano – in un momento così delicato dell’inchiesta è la riprova della gravità inaudita di comportamenti cui noi difensori ci troviamo a dover fra fronte impotenti. E’ mai possibile in un Paese civile leggere simili notizie, quando queste debbono essere protette dal più rigoroso segreto processuale? Quale è lo scopo perseguito da chi si affretta a divulgare atti processuali protetti dal segreto istruttorio? Il linciaggio morale nei confronti di Salvatore non ha fine. Alla luce di questo chiedono pubblicamente un’ispezione degli organi competenti del Ministero per accertare la responsabilità di queste fughe di notizie, vere o false che siano“.

Alla fine chissà che volto avrà questa la giustizia per Melania. Intanto Parolisi è sempre più solo.