Salvatore Parolisi resta dentro, “è stato lui”. La difesa ricorre in Cassazzione

Parolisi resta in carcere, marito di Melania Rea ritenuto responsabile dall'accusa di omicidio della 29enne napoletana. Lo ha deciso il tribunale del Riesame dell'Aquila, e in più dichiara che avrebbe agito anche da solo. Il movente? Era stretto tra due fuochi, tra due relazioni dalle quali non riusciva a trovare via d'uscita. Tutto è confermato nell'ordinanza depositata ieri dal giudice Giuseppe Gargarella, che ha confermato la reclusione dell'uomo. Secondo il collegio giudicante, Parolisi era animato dalla volontà di depistare le indagini sin dal primo momento. Ma nonostante tutto la difesa interviene: "Ricorreremo in Cassazione". A quanto pare gli avvocati del caporalmaggiore, Biscotti e Gentile, non hanno sortito gli effetti sperati e la mossa di ricorrere in Cassazione sembra un po' azzardata, infatti potranno appellarsi solo perché gli inquirenti hanno utilizzato le dichiarazioni fornite dal vedovo prima di essere indagato come base per costruire l'accusa. Salvatore Parolisi riconferma la sua versione dei fatti e per l'accusa non è stato così difficile smontare pezzo dopo pezzo gli elementi portati a difesa per l'imputato.

CAPI D'ACCUSA 
Le tracce
rilevate sotto le unghia di Melania Rea che rivelano il dna del marito e quella sul giubbino, sono sempre state considerate inconsistenti.

Altro discorso invece per la famosa telefonata fatta dal cellulare di Paciolla e ripresa dalle telecamere del chiosco di Ranelli, che secondo la difesa confermerebbe come l'orario mostrato nei video sia aderente alla realtà e non spostato di diversi minuti come invece sostengono gli inquirenti. Inoltre le telecamere a circuito chiuso riprendono solo una parte della telefonata, quando in realtà sembrerebbe essere durata 13 minuti. Tutto questo però non smentisce o conferma la presenza di Salvatore Parolisi a San Marco alle ore 15.23.

Tuttavia si ricerca il movente nella relazione con Ludovica Perrone, la soldatessa. Non era una semplice scappatella perché Salvatore era pronto a parlare con i genitori della ragazza, mentre la moglie era all'oscuro di tutto visto che per Pasqua, con lei, Salvatore, aveva prenotato le vacanze. Per il tribunale del Riesame, Parolisi "non intravedeva una razionale via d'uscita". La separazione da Melania avrebbe portato a conseguenze economiche importanti per l'uomo: "La separazione dalla moglie, casalinga senza attività lavorativa, e con una figlia piccola da mantenere, avrebbe comportato per lui una situazione economica estremamente difficile".

Tutto sa dell'incredibile. Melania Rea conosceva bene il suo assassino, non lo temeva… eppure era la morte fatta persona. Secondo i magistrati infatti non può che essere stato Parolisi ad uccidere Melania: "Il suo assassino era persona da lei ben conosciuta e con la quale avev un rapporto di estrema confidenza". La donna è stata ritrovata con gli slip abbassati e per gli inquirenti non è stato un gesto forzato perché non presenta pressioni o violenze che l'abbiano indotto a farlo, in pratica "non è stata trovata traccia alcuna dell'opera di terzi". L'assassino di Melania aveva un rapporto molto intimo con lei. Dalle indagini, poi, risulta chiaramente che Melania non avesse nessuna relazione extraconiugale. 

Per non parlare poi del DNA di Parolisi, ritrovato sulla bocca e l'arcata dentaria della donna che risale a pochi attimi prima dell'omicidio. E secondo gli inquirenti questo gesto potrebbe svelare il modo in cui "l'assassino mettava la mano sulla bocca della vittima all'atto di colpirla con il coltello alla gola".

Quindi il delitto passionale è la pista principale per le indagini, ma non possiamo dimenticare tutto quello che è venuto a galla precedentemente, come la telefonata tra Salvatore e la Sorella e tutto quello che Parolisi sembra voler nascondere sulla caserma clementi.

Infatti, proprio ieri, i carabinieri hanno individuato gli indirizzi di transessuali nel pc di Parolisi, perché è pur vero, ammette anche il Riesame, "che vi sono elementi che potrebbero far pensare a una situazione sottesa alla caserma".

A questo punto non possiamo fare altro che aspettare la mossa degli avvocati difensori del caporalmaggiore, tra flash dei fotografi e comparsate televisive.