Secondo il gip di Teramo: Melania Rea è stata uccisa per coprire i segreti della caserma

Nuove svolte per l'omicidio Rea. Secondo il gip di Teramo, Giovanni Cirillo, la donna sarebbe stata uccisa per qualcosa di molto più grande, che fino ad ora nessuno l'aveva mai accennato. Stavolta tutto gira intorno alla Caserma Clementi. Stando a quello che riportano alcuni quotidiani, oltre ad essere il luogo che ha favorito la relazione tra il caporalmaggiore e la soldatessa Ludovica, è un posto in cui si organizzavano festini a base di sesso in un bed and brekfast nelle vicinanze.

Al gip non convince del tutto il movente passionale e la storia dell'amante, infatti nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Salvatore, ha ritenuto questi elementi, insieme ad altri importanti ai fini dell'indagine. Per lui Melania Rea rappresenta una chiave più profonda in questa storia. La donna avrebbe scoperto "qualcosa di assai più grave o anche solo di torbido, di inconfessabile" legato al 235mo reggimento Piceno in cui era in forza il marito.

Un luogo, sembra non poco violento se teniamo conto delle ultime vicende di cronaca che l'hanno coinvolto: come l'arresto della soldatessa Laura Titta, legata al clan dei Casalesi conosciuta per la sua aggressività, così come l'indagine della Procura di Roma a carico di un ufficiale per presunte molestie sessuali nei confronti di diverse soldatesse che prestavano servizio presso la caserma.

Le indagini per il gip vanno avanti "si dovrebbero approfonddire i rapporti interni alla caserma come giri di droga, od ulteriori frequentazioni" evidentemente di Parolisi (come riporta TMnews). Inoltre Cirillo ha riesumato un caso del passato: un'"omicidio colposo che avrebbe visto coinvolto Parolisi", un incidente stradale in cui morì un bambino nel 2008, come riportato dal quotidiano "la Republica". Cirillo ha detto di voler approfondire il 'ruolo processuale' di Melania in quel caso.

Anche un'intercettazione telefonica conferma il fatto che ci fosse qualcosa da nascondere in merito alla caserma. Si tratta di una conversazione avvenuta tra Salvatore Parolisi e sua sorella Francesca. La telefonata risale al 25 maggio scorso in cui l'uomo si preoccupava del fatto che l'omicidio della moglie avesse puntato i riflettori sulla caserma. Alcuni dei punti dell'intercettazione:

Salvatore: Può darsi che mi danno una punizione, a livello disciplinare mi puniscono, non so in base al loro giudizio oppure perché la cosa è troppo grossa chiudono un occhio…[…] Ma sai quante cose escono in mezzo. Hai capito, tu non guardare solo a dire ora non è uscito nulla. Io non so quello che è stato raccontato dai ragazzi lì dentro. Non pensare che ero l’unico ad avere qualche contatto così…

Francesca: Ora esce tutto fuori.
Salvatore: Sì, ora esce fuori pure qualche altro….
Francesca: Qualche altro cliente….
Salvatore: Eh … capito, pure per dire tutte quelle cose brutte, no…
Francesca: Tu devi dire che purtroppo non è stata colpa mia
Salvatore: Mi dispiace che ci ha rimesso Melania….

Tuttavia il gip non ha escluso la presenza del complice nell'omicidio, ma solo nella fase dei 'depistaggi' e  'deturpazione' del corpo di Melania per far sembrare la morte della donna legata al mondo della droga. Parolisi avrebbe poi spento il proprio cellulare al momento in cui Melania è scomparsa e cancellato dal telefono della stessa i messaggi in cui compariva il suo nome.