Al Cairo: assalto all’ambasciata israeliana, scontri e sparatorie

Non è servito a nulla il nuovo muro di protezione dell'ambasciata israeliana al Cairo, infatti in tarda serata, centinaia di dimostranti hanno dato l'assalto all'ambasciata, entrando dentro, lanciando documenti dalle finestre e costringendo l'ambasciatore ad una fuga precipitosa. Ora sarà il console israeliano, delegato agli Affari di Stato, rimasto al Cairo, a reggere l'ambasciata.

I feriti sono centinaia, ha riferito un testimone oculare raccontando all'Ansa:"Io ero lì stanotte, sul luogo degli scontri – ha detto la fonte – sono venuto a vedere cosa sta succedendo. Da quello che mi hanno raccontato gli addetti alle ambulanze in nottata ci sono stati centinaia di feriti, forse 400, e anche varie vittime".

Tuttavia il Premier Netanyahu ha chiamato Obama per chiedere aiuto, e il presidente ha invitato l'Egitto a garantire almeno la sicurezza della rappresentanza diplomatica. Nel frattempo il ministro della Difesa Ehud Barak, aveva già parlato con il suo omologo americano Leon Panetta e con l'inviato di Obama Dennis Ross, chiedendo che gli Usa si adoperassero per garantire la protezione dell'ambasciata. Sembra esserci comunque lo stato di allerta e i due hanno quindi concordato di rimanere in contatto fino a quando la situazione non sarà stata risolta; ha fatto sapere la Casa Bianca.

Attualmente girano in Egitto decine di mezzi blindati, e il ministro dell'interno egiziano ha revocato permessi e licenze delle forze di polizia, mentre il primo ministro ha convocato il gabinetto di crisi. Anche per Israele è stata attivata un'unità di crisi, presso la sede del ministro degli Esteri a Gerusalemme, dove è giunto anche il ministro Avigdor Lieberman.

Ricordiamo che ha scatenare le proteste era stata la decisione delle autorità locali di erigere una protezione a difesa della rappresentanza diplomatica istraeliana, oggetto di numerose manifestazioni, soprattutto dopo l'uccisione di cinque guardie di frontiera egiziane dopo gli attentati di Eilat. Secondo i manifestanti, l'Egitto dovrebbe seguire l'esempio della Turchia e del suo premier Recep Tayyeb Erdogan, che ha espluso l'ambasciatore israeliano e ha ritirato il suo in Israele in segno di protesta contro le mancate scuse per l'attacco alla flottiglia delle libertà lo scorso anno. Erdogan è atteso al Cairo lunedì, una visita che sta generando grande attesa.

Durante la mattinata invece è avvenuta una sparatoria davanti all'Università, che si trova a circa 500 metri dall'ambasciata israeliana. Decine di mezzi blindati dell'esercito e della polizia sono confluiti nell'area. Intorno all'ambasciata le strade sono invase da pietre, auto bruciate ed è ancora forte il fumo dei lacrimogeni, che durante la notte, la polizia ha sparato in aria per disperdere la folla, circa 2.000 persone.