CDM: Via le Province e pareggio di bilancio dal 2014

Giunge al capolinea una storia durata 152 anni, fu infatti il Regio Decreto 3702 del 23.10.1859, cosiddetto Decreto Rattazzi, a stabilire l'organizzazione del territorio in Province. A stabilirlo è stato il disegno di legge costituzionale varato dal Consiglio dei Ministri dal titolo «soppressione di enti intermedi» che, nel primo articolo prevede la soppressione del riferimento alla provincia, ovunque ricorra, dalla Costituzione (resteranno solo Comuni, Regioni e Città metropolitane). Tali disposizioni si applicheranno anche alle province delle regioni a statuto speciale ad eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano. Nel secondo articolo afferma che «spetta alla legge regionale istituire sull'intero territorio regionale forme associative fra i Comuni per l'esercizio delle funzioni di governo di area vasta, nonché definirne gli organi, le funzioni e la legislazione elettorale». Una sorta di «province regionali», cui dovranno andare tutte o alcune delle funzioni che oggi spettano alle Province.

Altra modifica significativa alla costituzione, contenuta nel ddl, è quella sul pareggio di bilancio che partirà dal 2014. Saranno modificati tre articoli della Carta: non solo l'articolo 81, che fino ad oggi prevedeva l'obbligo di copertura delle leggi, ma anche l'articolo 53 (sulla contribuzione dei cittadini) e il 119 (sul federalismo fiscale). Il testo del disegno di legge prevede che: "Non è consentito ricorrere all'indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio".

Il ddl, composto da 8 articoli, dice espressamente che il suo obiettivo è quello del risparmio: "Dall'attuazione della presente legge costituzionale – si legge – deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi". Le province fino ad oggi ci sono costate 14 miliardi di euro all’anno.