Pesca: Croazia deve avere stessi obblighi dell’Italia

La Politica comune della pesca (CFP) è la politica adottata dall' UE nel settore della pesca. Viene gestita dal Commissario Europeo per la Pesca e gli Affari Marittimi. Dal 2009 il settore della pesca è un'area di competenza esclusiva dell' Unione Europea

Sulla presenza di pesce fresco proveniente dalla costa croata nei mercati ittici italiani ''non si puo' tenere conto che l'adesione della Croazia all'Unione europea sara' definitivamente conclusa il primo luglio 2013'', per tanto ''i penetranti vincoli di cui sono soggetti i pescatori italiani purtroppo non si applicano ai pescherecci croati. La questione e' gia' all'attenzione della Commissione europea. L'Ue ha sottolineato che prestera' particolare attenzione al controllo dell'applicazione di tutti i criteri sul dossier della pesca per il quale la Croazia dovrà assicurare un'adeguata capacita' amministrativa per adempiere agli obblighi di controllo nell'ambito della politica comune della pesca''. Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano nel Question Time alla Camera in merito alle iniziative, anche in sede europea, volte a tutelare gli operatori del comparto della pesca penalizzati dall'attuale fermo biologico previsto dalla normativa comunitaria.

''Il fermo biologico – ha aggiunto Romano – costituisce una misura applicata ai mari italiani al fine di tutelare le risorse biologiche in attuazione alla politica europea'', e il governo ''si e' sempre preoccupato di assicurare, con fondi nazionali o comunitari, la cessazione della pesca per garantire la conservazione delle risorse acquatiche. In riferimento al 2011 per sostenere il settore ittico abbiamo previsto l'erogazione di un ristoro sia agli armatori con 22 milioni di euro, sia agli imbarcati garantendo loro l'erogazione del trattamento di cassa integrazione''.