Premeditazione nell’omicidio di Melania Rea: sopralluogo nel bosco dell’orrore

Proseguono le indagini sul caso Rea. La giovane donna scomparsa il 18 aprile scorso e ritrovata morta due giorni dopo a Ripe di Civitella (Teramo), sarebbe stata vittima di un omicidio premeditato da suo marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi. Ciò che fa pensare alla premeditazione è l’analisi effettuata dai Ris analizzando i pantaloncini che l’uomo portava il giorno del delitto e che avrebbe rimesso anche la settimana prima. Sette giorni prima dell’omicidio, il militare, avrebbe indossato gli stessi indumenti per creare una sorta di alibi, nel caso in cui gli investigatori avessero trovato, appunto, tracce di Melania. Gli inquirenti sembrano convinti che il caporalmaggiore non sia mai giunto alle altalene, luogo in cui l’uomo sostiene di aver atteso Melania, ma invano. Infatti tale alibi fornito da Parolisi (il caporalmaggiore sostiene che mentre Melania veniva uccisa nel bosco delle casermette si trovava con Vittoria, sua figlia, alle altalene) corrisponderebbe alla riproduzione della giornata trascorsa la settimana precedente.

Tuttavia i carabinieri stamattina si sono recati sul luogo del delitto, dove è stato appunto ritrovato il corpo di Melania, uccisa con 35 coltellate. Presenti anche Davide Rosati, il sostituto procuratore insieme al collega Greta Aloisi. Gli investigatori hanno ricostruito di nuovo la macabra scena, ovvero come si sarebbe presentato a colui che, alle 7:34 del 20 aprile, il giorno del ritrovamento di Melania, abbia acceso e spostato il cellulare della donna salendo da un sentiero che corre a fianco del chiosco.

Tutto ricostruito ad hoc ed è stato anche posizionato un telefonino all’angolo del piccolo chalet, dove si ritiene che il cellulare di Melania sia riamsto fino alla mattina del ritrovamento, e una persona è stata fatta distendere per terra per simulare il corpo della donna. E per la prima volta il sentiero è stato interamente percorso dagli inquirenti. La puntata di ieri di ‘Chi l’ha visto‘ (a breve il video ndr), condotta da Federica Sciarelli, ha trasmesso la ricostruzione dell’omicidio. Dal chiosco della pineta, passando tra i boschi della montagna, il sentiero arriva fino alla strada che da Cerqueto sale verso Ripe di Civitella. E per gli investigatori questa potrebbe essere un’ipotesi, ovvero la via percorsa da colui che deturpò, post mortem, il cadavere di Melania.

Comunque sia per gli inquirenti, l’ipotesi più accreditata è che a spostare il cellulare di Melania sarebbe stata una persona estranea al delitto, come ad esempio un cercatore di funghi che si fosse trovato a passare per quel luogo. Mentre per il quadro accusatorio, il vilipendio del corpo bisognerebbe attribuirlo allo stesso Parolisi.