Scontri a Lampedusa: critica la situazione nell’isola siciliana

E' stata una vera e propria guerriglia urbana quella che si è consumata a Lampedusa tra immigrati e isolani, con lanci di pietre, seguita poi da scontri tra le forze dell'ordine, che hanno caricato, e gli immigrati. Il bilancio è di circa una decina di feriti, di cui uno desta in grave condizioni. Momenti di panico soprattutto quando gli immigrati hanno cercato di impossessarsi di alcune bombole di gas minacciando di farle saltare in aria. Già ieri la situazione si era aggravata con l'incendio che ha semidistrutto il centro di accoglienza.

La situazione è grave, soprattutto spaventa il malcontento degli isolani, che scagliano la loro rabbia non solo nei confronti degli immigrati, ma anche nei confronti del loro primo cittadino, Bernardino De Rubeis, che sembra essersi asserragliato nel suo ufficio con tanto di mazza da baseball, impaurito dalla minacce rivoltegli dai suoi concittadini. Lo stesso sindaco ha fatto un appello alle istituzioni, rivolgendosi con aria intimidatoria nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendogli di venire sull'isola. Immediate sono state le scuse dello stesso appena resosi conto della gravità delle sue affermazioni.

Intanto il Viminale ha fatto sapere che entro 48 ore un migliaio di immigrati, tunisini per la maggior parte, saranno rimpatriati.

Ora s'invoca un intervento serio da parte della governo che permetta di riportare la serenità tra gli isolani ma che non intacchi in alcun modo i diritti fondamentali dell'uomo, ossia agire nel pieno rispetto della dignità umana.