Indignati, la protesta si trasforma in guerriglia a Roma [Video]

CronacaIndignati, la protesta si trasforma in guerriglia a Roma

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La capitale viene messa a ferro e fuoco e il corteo degli indignati degenera. Il bilancio degli scontri: 70 feriti e 12 arresti. Una vera e propria guerriglia urbana quella che ha avuto luogo a Roma. 500 black bloc infiltratisi nella manifestazione: sampietrini contro le forze dell'ordine, un blindato dei carabinieri dato alle fiamme e tutto si è svolto tra ostaggi e teppisti.

La città diventa un vero e proprio campo di battaglia, un migliaio di manifestanti sbucano fuori dal corteo degli indignati, arrivati da tutta la penisola per manifestare contro gli effetti della crisi economica in Italia. E oggi è toccata a Piazza San Giovanni, dove doveva finire il corteo, è diventata per tre ore un altro teatro di guerra, preda della rabbia nera dei Black Block. Alla fine il bilancio è stato di venti persone fermate dalla Digos e di queste, dodici sono in stato di arresto; giovani provenienti da Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi e Napoli. Quest'ultima guerra è comunque penetrata nella piazza, nonostante la Questura abbia deciso di blindare palazzi istituzionali, il centro storico, Fori e Colosseo compresi. 

La prima carica delle forze dell'ordine è stata respinta da circa 2mila, i più bellicosi: armati anche di bombe carta, bastoni, bulloni lanciati contro i poliziotti. Ma il culmine è stato raggiunto quando un gruppo armato di bastoni ha assaltato un cellulare dei carabinieri dandolo alle fiamme. Così le forze armate sono state costrette a ripiegare verso via Emanuele Filiberto. Qui si contano numerosi contusi stra agenti e altrettanti mezzi semidistrutti dalle sassaiole.

L'obiettivo dei più violenti resta tuttavia senza un nome, in quanto muniti di caschi e passamontagna che li hanno resi irriconoscibili. Hanno guadagnato quindi la testa del corteo, scavalcandolo  e puntare appunto a San Giovanni dove la giornata violenta ha avuto luogo. 

I manifestanti pacifisti, invece, si sono distinti dai violenti e non hanno potuto fare altro che arrestare la loro marcia, addossandosi sulla scalinata della basilica tenendo le mani alzate per distinguersi dai violenti.

Violenza anche nelle chiese, come quella di san Marcellino e Pietro profanata con una statua della Madonna frantumata, e che si è scagliata contro chi ha tentato di ostacolarla, come un manifestante di Sinistra e Libertà e un cittadino, entrambi rimasti feriti. Una battaglia con scontri assurdi, auto incendiate lungo tutto il percorso della manifestazione. Roma rivive le ore di paura che furono del G8 di Genova.

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