Un black bloc svela i piani di guerra che hanno devastato Roma

Un Black Bloc ha spiegato quali sono le ragioni che hanno portato alla riuscita del loro attacco di sabato che ha devastato Roma.

F. è un pugliese di 30 anni con una laurea e un lavoro precario: "Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i "capetti" del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno".

Infatti per un anno, una volta al mese, i black bloc dell'attaco di Roma, sono partiti in traghetto da Brindisi alla volta della Grecia, con biglietti di posto ponte per evitare eventuali controlli. Ad Atene i compagni greci spiegavano loro come si fa la guerriglia urbana dove a vincere è chi ha l'organizzazione. 

Così sabato si sono divisi in due "falangi". I primi 500 si sono armati a inizio manifestazione con il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle, per evitare che il corteo potesse isolarli. L'ordine che avevano i 300 era di non tirare fuori nessun oggetto che avesse potuto farli riconoscere come black bloc, fino a quando il corteo non avesse girato largo Corrado Ricci, in modo da non svelare alle forze dell'ordine quanti fossero in realtà, convincendoli che si sarebbero accontentati di sfasciare solo via Cavour.
Le forze dell'ordine li hannocosì lasciati sfilare in via Labicana, e quando li hanno attaccati lì, anche la seconda falange dei 300 ha iniziato a combattere.

In piazza San Giovanni, i black bloc hanno giocato un'ultima mossa:  venerdì sera avevano lasciato un Ducato bianco all'altezza degli archi che portano in via Sannio, dove avevano altre armi. Il resto delle mazze e dei sassi le hanno recuperato nel cantiere della metropolitana in via Emanuele Filiberto.
Le forze dell'ordine sono state confuse dal modo in cui funzionano le "falangi" dei black bloc.
Ogni "falange" è divisa in batterie da 12 – 15 elementi, e ogni batteria è divisa in tre gruppi di specialisti. Alcuni recuperano in strada sassi, bastoni e spranghe, armando così chi lancia o usa le armi che quel gruppo ha recuperato. Poi ci sono ci sono gli specialisti delle bombe carta. Organizzati in questo modo, sono in grado di assicurare un volume di fuoco continuo, muovendosi con grande rapidità.

In conclusione il black bloc ha svelato he questa non sarà certo la loro ultima guerriglia.