WikiLeaks senza soldi rischia la chiusura

WikiLeaks rischia di chiudere perchè mancano i soldi per far fronte alle numerose cause legali contro il sito e per pagare gli stipendi ai tecnici informatici, da quando PayPal, Visa, Bank of America, Mastercard e Western Union hanno bloccato le donazioni in favore dell'organizzazione.
Per chi non lo ricordasse, WikiLeaks è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore (drop box) protetto da un potente sistema di cifratura, documenti top secret, e poi li carica sul proprio sito web.

Per via di questo embargo finanziaro Julian Assange, il principale portavoce dell'organizzazione, e soci hanno deciso di interrompere la pubblicazione di materiale scottante, pur affermando di averne ancora molto nei loro data center blindati, e concentrarsi sulla raccolta dei fondi:poche donazioni di un certo peso, provenienti da alcuni magnati che lo spalleggiano.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Londra, Assange ha dichiarato che il blocco finanziario ha distrutto il 95% delle loro entrate. Per la portavoce di Wikileaks, Kristinn Hrafnsson, si tratta di una stima per difetto, considerato che nel 2010 l'organizzazione era arrivata a ricevere più di 100.000 euro al mese e nel 2011 il flusso si è quasi prosciugato, con incassi di sei o settemila euro mensili.

Wikileaks ha chiesto alla Commissione Europea di aprire un'indagine su Visa e Mastercard, accusate di abuso di posizione dominante e discriminazione fra i consumatori ma, al di là della specifica imputazione, il blocco finanziario che sta uccidendo Wikileaks appare frutto più della persuasione del Dipartimento di Stato americano e dell'arbitrio che sostenuto da una qualche base giuridica. Persino il Congresso Usa ha dichiarato che non ci sono i presupposti per inserire il sito di Assange nel novero delle organizzazioni terroristiche sottoposte a particolari restrizioni.

E così, mentre gruppi come il Ku Klux Klan possono continuare a ricevere tranquillamente donazioni attraverso PayPal o le maggiori carte di credito, Wikileaks ne resta esclusa

Julian Assange attualmente si trova agli arresti domiciliari in una casa di campagna da quando il tribunale di Stoccolma ha spiccato un mandato d'arresto in contumacia nei suoi confronti con l'accusa di stupro, molestie e coercizione illegale. Il reato contestatogli sarebbe quello di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne, e di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili: in Svezia tale condotta è infatti considerata criminosa.