#Occupyscampia è l’hashtag che informa: la Camorra impone il coprifuoco. La protesta, con Twitter, va in Piazza!

#Occupyscampia è l’hashtag che impazza su Twitter e informa sul coprifuoco in atto nella periferia nord di Napoli, in particolare Scampia. La notizia è stata divulgata dal quotidiano ‘Il Mattino’. Sembrerebbe una guerra tra i clan e le zone interessate sono Secondigliano, Miano e Melito. Il Mattino spiega:

La camorra impone il coprifuoco. A Scampia e Melito. L’ordine, perché di questo di tratta, è stato recapitato con un porta a porta, degno dei migliori addetti di come si faceva una volta il censimento. Le donne «devono» stare in casa. E limitare al massimo le uscite di giorno. Di notte mai. I negozi devono chiudere tra le sette e mezza e le 8. I bar, per le ventidue. E guai a chi trasgredisce. Non era mai accaduto.

Si ritorna a parlare di Scampia, di scissionisti e delle varie fazioni tra vincitori e vinti reduci dalla guerra tra faide scoppiata nel 2004. La stessa guerra raccontata da Gomorra, di Roberto Saviano. Si spera che questo baccano arrivi a chi di dovere senza dover aspettare l’ennesima mattanza affinché si prendano dei ‘reali’ provvedimenti.

Scampia fa gola a tutti. E’ l’impero del potere economico e chi è al trono si guarda bene da non fare passi falsi! Perchè questo coprifuoco? Tutto pur di preservare l’enorme potere di spostare le pedine e far muovere soldi, appalti e traffici più di qualsiasi istituzione ‘legale’.

CHIARIAMO LA QUESTIONE (fonte il Mattino) – Un fenomeno allarmante che il presidente dell’Ascom, Pietro Russo, arricchisce di dettagli e numeri: «Purtroppo è tutto vero. La parte sana del commercio, che insiste soprattutto sul quartiere di Secondigliano, è costretta a ”inchinarsi” di fronte alla prepotenza dei clan. Questo vuol dire sottomettersi al diktat del coprifuoco ma anche limitare la propria attività. Resistere, in quelle zone di periferia, significa venire a patti con i meccanismi del business illegale. Chi non lo fa è costretto a cedere terreno. Nel giro di un anno il trenta per cento dei negozi ha chiuso i battenti. Ed è solo in parte colpa della crisi: tra Scampia, Secondigliano, Miano e Melito questo succede essenzialmente per la pressione della camorra, per l’impossibilità di vivere una vita normale». Quanto spiegato all’inizio del post, sembra proprio una lotta tra clan e quando si chiede una soluzione a Pietro Russo allora si parla di ‘Esercito‘ come medicina a questo ambiente malsano. Avallare il compito a chi non può essere imputato di nessuna colpa o vendetta trasversale che sia. In poche parole ci fa capire che solo esercito è in grado di tenere testa a squadre criminale armate fin su ai capelli.

Quindi una lunga intervista quella del Mattino, ma chi è partenopeo come me gli viene da pensare al primo cittadino di Napoli! Il sindaco De Magistris si è espresso sulla questione o attende ulteriori risvolti? Chissà… tuttavia in opposizione a Pietro Russo, il presidente dell’Ottava Municipalità Angelo Pisani (sempre come riportato dal Mattino, ndr) parla di gogna mediatica e che lui non si è mai accorto di nulla, sottolineando quanto sia facile gettare fango su Scampia. Allora a chi bisogna credere?

Non ci resta che seguire i cinguettii e vedere dove ci portano in quanto è palpabile il timore di chi ha creato l’hashtag che questa storia venga dimenticata e che l’euforia e rabbia rimanga incanalata semplicemente in un social network. Il problema sarà proprio quello di portare la protesta in piazza ovvero a Scampia. L’appoggio morale non basta e ora gli animi sono caldi tanto quanto la paura di far emergere la verità.

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