Sciopero Tir: Asti, un 46enne viene travolto e ucciso da un camion ma la protesta continua!

CronacaSciopero Tir: Asti, un 46enne viene travolto e ucciso da un camion...

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La protesta dei Tir prosegue, la giornata si aperta con profondi disagi, ma la faccenda più grave è un incidente in cui trova la morte un uomo di 46 anni. Sulla statale 10, nei pressi di Asti ovest viene travolto e ucciso da un tir che si trovava nel mezzo della manifestazione. Si è verificato all’alba di questa mattina, appena dopo le 5, l’uomo si chiamava Massimo Crepaldi, di Asti. Sembra che la dinamica dell’incidente sia gia’ conferamta: alla guida del mezzo che ha travolto l’uomo c’era una donna tedesca che non aveva aderito alla protesta, è stata interrogata dalla polizia ed ora è in stato di fermo. Sembra che la donna stesse solo cercando di spostarsi da dove era ferma.

Una vera e propria sciagura che aumenta la tensione per questo scioperto. Di seguito le parole del segretario generale di Trasportounito Maurizio Longo:

In queste ore dobbiamo solo stringerci alla famiglia in un lutto gravissimo. Invitiamo anche le autorità e le forze di polizia a non assumere decisioni che esasperino la tensione. Decisioni di cui dovranno altrimenti rispondere.

Tuttavia la protesta non si ferma, e in queste ore ad Asti, gli autotrasportatori continuano lo sciopero. E sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari latte, fiori, frutta e verdura, oltre alle industrie di trasformazione per poi arrivare in negozi e supermercati.

La Coldiretti afferma che lo sciopero mette ko l’italia e che circa l’80% delle merci circola su strada, di cui il 10% sono prodotto deperibili. I produttori agricoli, quindi sono costretti a smaltire a proprie spese il prodotto che marcisce o a svenderlo, mentre alcuni consumatori, trovando scaffali vuoti dovranno affrontare anche la questione dei prezzi che tramite azioni speculative incominciano a farsi sentire, soprattutto per quel che riguarda gli ortaggi.

Al danno economico immediato va aggiunta – continua Coldiretti – la perdita di credibilita’ con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy. La situazione di difficolta’ dell’economia e’ reale, a partire dal caro gasolio che e’ costato solo alle aziende agricole 400 milioni in un anno, ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e occorre far ripartire al piu’ presto la circolazione. .

Il blocco si presenta anche nel Lazio con tanto di presidi che sembrano pero porsi all’esterno delle carreggiate quindi senza incidere sulla circolazione autostradale. A Napoli, invece, i tir restano tra Napoli Est, Nola e Palma Campania, mentre per la Sardegna la giornata sembra più intesnsa. In Emilia Romagna il versante piu’ critico è rappresentato dal versante occidentale dove i tir hanno bloccato i caselli di Piacenza nord e di Fiorenzuola (Parma)

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