Afghanistan e il Corano bruciato: i manifestanti circondano la base Onu

Sale il bilancio odierno dei morti in Afghanistan. Le proteste ormai vanno avanti da 5 giorni a causa di un episodio avvenuto nella base militare americana di Bagram: dicono gli americani che ‘per errore’ alcune copie del Corano e altro materiale islamico siano state bruciate. Secondo gli americani quei testi venivano utilizzati dai prigionieri talebani per inviarsi messaggi. Tuttavia i militari si sono scusati per l’accaduto ma a quanto sembra non è bastato e le proteste violente dei talebani costano attualmente di 29 vittime e diversi feriti.

Morti anche oggi, la zona di tensione si registra a Kunduz dove alcuni manifestanti hanno circondato il complesso Onu cercando di attaccarlo. Altre proteste sono in corso nella provincia di Logar, a est del paese, Nangarhar, e nella zona centrale di Sari Pul senza escludere il nord-oriente di Laghman.

Intanto due consiglieri militari americani sono stati uccisi nella sparatoria avvenuta dentro al ministero dell’Interno afghano, colpiti proprio da “poliziotti afghani’, precisa una fonte governativa del Paese che ha chiesto l’anonimato. Ma secondo le stesse, prima della sparatoria, fra i due americani e i poliziotti ci sia stato prima uno ‘scontro verbale’.

Tuttavia in seguito a questi scontri il comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), il generale John Allen, ha incontrato i soldati nella base di Kabul per ricordare il senso della loro missione in Afghanistan: “Siamo qui per i nostri amici’. Ma la situazione è troppo infuocata e lo stesso comandante ha deciso di adottare ‘immediate misureper richiamare tutto il personale della Forza che lavoro in ministeri dentro e intorno a Kabul.