Celentano: Sanremo 2012 tra fischi e applausi

Applausi e fischi per la seconda performance di Adriano Celentano all’Ariston. Alle 22.40 Adriano Celentano sale sul palco dell’Ariston, cantando Thirteen women. “Quando dico che Avvenire e Famiglia cristiana andrebbero chiusi definitivamente, ho detto andrebbero, non significa esercitare una forma di censura. Non ho il potere di chiudere un giornale, mentre qualcuno non ha esitato a chiudere qualcosa”.

In seguito al suo discorso sull’importanza di cercare il Paradiso, Celentano ha detto: “Su questi temi dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia cristiana o anche l’Avvenire. Ma loro parlando di politica, della politica del mondo anziché di Dio, perché Gesù era un politico come Giuda, Gesù apriva il suo cuore ai bisognosi mentre Giuda voleva sfruttare la potenza del figlio di Dio per fini consumistici e sete di potere, quasi come succede oggi. Perciò quando dico che andrebbero chiusi definitivamente, ho detto andrebbero, non significa esercitare una forma di censura”.

E aggiunge: “Se i giornali fossero miei io non li chiuderei, ma cambierei la loro impostazione. Siamo in democrazia, ho espresso un mio desiderio: potete anche stare aperti, ma almeno cambiate la testata”. Celentano ha ringraziato don Mario che ha preso le sue difese durante “La vita in diretta” e critica, invece, Marco Travaglio come tutta “La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me, neanche se avessi fatto attentato allo Stato”.

Riferendosi a don Mario, Adriano Celentano ha dichiarato: “Tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire. Perfino Travaglio, ospite della Gruber, che sembrava avesse capito di cosa parlavo, non ha resistito e a un certo punto ha voluto affondare il coltello nella piaga, non la mia, la vostra, perché alla fine è solo la vostra che diventa sempre più profonda. Vi distolgono dal capire, e allora cosa fanno? Affinché possiate non capire, dal contesto estrapolano una frase, cambiano anche il modo dei verbi. Ma io sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con quei 16 milioni di persone che hanno visto festival di Morandi, per parlare del significato della vita, della morte, soprattutto di quello che viene dopo, della straripante fortuna che tutti abbiamo avuto per essere nati e dunque divertirci a fantasticare su dove e come sarà il paradiso”.

Dopo aver cantato La Cumbia di chi cambia di Lorenzo Jovanotti, Gianni Morandi è entrato in scena ringraziando Celentano. Poi è avvenuto il duetto di Adriano Celentano e Gianni Morandi, visibilmente commosso, proponendo “Ti penso e cambia il mondo“, dall’ultimo album del Molleggiato. E sulle ultime note della canzone Adriano lascia il palco.

Sulla presenza di Celentano, Gianni Morandi ha dichiarato: “Non me lo dimenticherò mai. In questi dieci minuti con Adriano ho rivissuto tutte le immagini della mia vita, di quando ero ragazzino e cercavo di imitarlo. Quindi mi sono emozionato un po’. Sono veramente felice. Adriano ama la musica, ama Sanremo, ama la gente, i giornali, i media. Adriano – ha concluso – non odia nessuno”.