Concordia/Schettino: cocaina sui capelli del comandante? Un caso degno di Sherlock Holmes

Ancora giallo intorno alla tragedia Concordia. Stavolta si parla di cocaina e Schettino, droga trovata sui capelli del comandante.

Non si sa ancora con certezza se è fuoco appiccato dalla stampa o dubbi investigativi, che se fossero tali potremo definirli ‘vergognosi‘ visto il tempo che è trascorso… non è un po’ troppo tardi per porsi domande simili? In che misura sono state rispettate le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia?

Tuttavia è la Codacons ad esprimersi relativamente alle analisi delle urine e del capello di Francesco Schettino, in quanto risulterebbero inattendibili.

I risultati delle analisi sui capelli del comandante, condivisi il 16 febbraio dal consulente della procura di Grosseto, professor Marcello Chiarotti con i consulenti del Codacons – sostiene l’associazione – hanno evidenziato la presenza di cocaina sui capelli e nell’involucro che li conteneva ma totale assenza di metaboliti della cocaina nei capelli dello stesso Schettino”.

Un’ombra oscura cala anche sull’assenza di benzodiazepine, che avrebbe dovuto essere presente nelle urine di Schettino visto che aveva ammesso di aver fatto uso di ansiolitici. Ma quanti dubbi e questo non è il primo caso in Italia… ma stavolta, se è così, il laboratorio che ha condotto le analisi è davvero nei guai.

Tuttavia sembra quasi una barzelletta… come avrebbe fatto la coca a rimanere attaccata sul capello del capitano dopo la tragedia? Con tutta l’acqua che volente, o nolente, ha bagnato viso e indumenti? E poi appena arrivato in albergo ha omesso ogni tipo di igiene personale?

Intanto il professor Settimio Grimaldi, consulente Codacons: “ritiene inattendibili i risultati della perizia, a causa del cattivo stato di conservazione dei reperti (urine e capelli) e ha chiesto dunque nuove e approfondite indagini per capire da dove provenga la cocaina rinvenuta sui capelli di Schettino

Ma come è possibile che dati di tale importanza vengano conservati in uno stato di degrado? Questa storia ha tutti i requisiti di un caso degno di sherlock holmes.

Per adesso, dalla Concordia, sono stati estratti 1.200 metri cubi di carburante e il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intanto, ha convocato per il primo marzo un vertice all’isola del Giglio per fare il punto sullo stato delle operazioni.